Dopo il primo incontro presso l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, si è tenuto questa mattina il secondo incontro per il riconoscimento dell’Igp (Indicazione Geografica Protetta) per la “Cipolla Ramata di Montoro”. Al tavolo erano presenti oltre al Consulente esterno del Ministro dell’Agricoltura, Dott. Corrado Martinangelo ed i vertici Amministrativi dell’Assessorato, per la Regione Campania il Dottor Italo Santangelo, il Sindaco di Montoro Mario Bianchino, Il Presidente del Comitato Promotore Nicola Barbato, il Dott. Marotta, rappresentante della Coldiretti, Confagricoltura, i rappresentanti dei produttori, l’Assessore Enzo Pecoraro e i Consiglieri Guglielmo Lepre, Tina Cipolletta e Sara D’Amore, insieme al Dott. Russo, al Dott. Rodia ed altri esperti del Settore.
“La Cipolla Ramata è un bene e un pregio per tutta Montoro e può diventarlo a livello Nazionale ed Internazionale. La nostra città si distingue per semplicità ed operosità.” Ha esordito così il Sindaco Mario Bianchino, sottilineando l’importanza di tale iniziativa del Comitato Promotore per l’IGP Cipolla Ramata di Montoro, fortemente sostenuta dall’Amministrazione Comunale e dalle Associazioni che operano nel mondo dell’agricoltura di livello nazionale. Diversi gli aspetti tecnici e organizzativi trattati nell’incontro, con vari punti approfonditi dagli esperti: “Sottolineare e valorizzare questa iniziativa è importante, così il Dott. Santangelo. La procedura non è brevissima, ma c’è un’unità operativa che ci affianca ben formata sui requisiti necessari. La Regione ha sempre creduto nelle valorizzazioni. Ci sarà un confronto anche con la ricerca. Naturalmente cercheremo di accorciare i tempi, rispettando i canoni di procedura, verificando i diversi aspetti, salvaguardando il prodotto con uno sguardo alle innovazioni senza essere legati troppo a territori minimi. Sono molto fiducioso perchè gli operatori sono competenti e di livello.”
La Cipolla Ramata, se il processo andasse a buon termine, sarebbe la prima con denominazione IGP in Europa. In Italia come cipolle non ci sono grandi preesistenti: il Cipollotto Nocerino, quella di Tropea (Calabria) e la Cipolla di Margherita di Savoia (Puglia). Per il Dottor Marotta della Coldiretti, “la Cipolla Ramata è un’altra cosa. In Italia c’è il maggior numero di denominazioni in Europa, oltre il primato già importante per quanto riguarda i vini. Questo territorio può creare sinergie importanti, anche con strutture associative e cooperativistiche, oltre ad una manutenzione del paesaggio, coltivato e ben tenuto”. Nicola Barbato, Presidente del Comitato Promotore aggiunge: “Dal 2011 esiste il Marchio Collettivo Geografico che svolge, soprattutto, una funzione di garanzia della qualità, della natura o dell’origine di un prodotto. E’ un marchio non imposto ma collettivo, a cui tutti possono aderire.”
A chiudere l’incontro, l’intervento del Consulente esterno del Ministro dell’Agricoltura, Dott. Corrado Martinangelo: “Questo prodotto ha una grande identità sul territorio, che andrebbe sicuramente ampliata anche oltre la Campania, magari creando una serie di contratti di rete, con un marchio e un logo unico. C’è bisogno di compattezza, ma il segreto del successo deve essere naturalmente la qualità e soprattutto l’aggregazione”.