Altra tegola per il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca, anche se come atto dovuto sarebbe indagato insieme al giudice del Tribunale civile di Napoli, Anna Scognamiglio, a suo marito, e al ex capo della segreteria del governatore campano Carmelo Mastursi. Agli indagati viene contestato a vario titolo anche la rivelazione di segreto d’ufficio. L’inchiesta era stata avviata dalla Procura di Napoli che ha inviato gli atti a Roma per maggiore competenza territoriale.
Tutto partito da un’intercettazione
Il fascicolo è stato aperto a seguito di un’intercettazione nella quale il marito della giudice Scognamiglio, parlando con Mastursi, avrebbe chiesto un favore spiegando che in cambio avrebbe fatto agire la moglie su una vicenda che stava a cuore all’ex capo della segreteria del presidente della Giunta campana.
Caso Severino
Stando alle ipotesi dei pm l’avvocato Manna avrebbe annunciato l’emissione da parte della moglie di un verdetto sulla legge Severino favorevole a De Luca in cambio di una nomina. La giudice è stata poi effettivamente relatrice dell’ordinanza del tribunale che sospendeva la sospensione del governatore (dopo la sua condanna a Salerno per abuso d’ufficio), provvedimento emesso però da un collegio composto anche da altri due giudici.
Indagini trasferite a Roma
Le indagini erano state avviate a Napoli e sono state successivamente trasferite dalla Procura partenopea a quella di Roma, che è competente a svolgere le indagini sui magistrati del Distretto della Corte di Appello di Napoli.
A Mastursi sequestrato un cellulare e un pc
Nei giorni scorsi la Squadra Mobile di Napoli aveva perquisito gli uffici di Mastursi in regione e la sua abitazione a Salerno sequestrando un telefono cellulare e un computer portatile.
De Luca: «Per Mastursi più pubblicità che Churchill e Cavour»
De Luca risponde ironicamente da Radio Kiss Kiss
Intanto il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, si è affidato alle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli per commentare con il suo solito stile ironico la vicenda.
«Ho visto – ha detto intervenendo a radio Kiss Kiss – le prime pagine dei giornali. Devo dire che ho invidiato Mastursi che ha avuto una pubblicità neanche fosse Winston Churchill e Camillo Benso conte di Cavour. E che diamine». Insiste: le dimissioni di Mastursi «sono arrivate perché mi ha comunicato che faceva fatica a reggere il doppio lavoro, quello di segreteria – qui non si respira – e il lavoro di responsabile dell’organizzazione del Pd alla vigilia di una campagna amministrativa impegnativa». La sua risposta, ha detto De Luca, in merito a tutta questa vicenda «è chiara». «Siamo tranquilli – ha concluso – adesso è arrivato il momento di occuparci dei problemi dei cittadini e di farla finita con queste storie».
Sul caso di un suo stretto collaboratore De Luca sembra un turista svedese #casoMastursi
— Stefano Caldoro (@StefanoCaldoro) 10 Novembre 2015