LE SALME A MALTA, I SUPERSTITI VERSO CATANIA – La nave Gregoretti della Guardia Costiera, che ha a bordo 27 superstiti dell’ultimo naufragio avvenuto davanti alle coste libiche, è salpata alle 15.45 dal porto de La Valletta. L’unità italiana è partita dopo avere ultimato le operazioni di sbarco delle 24 salme recuperate subito dopo il disastro. La nave adesso sta facendo rotta verso il porto di Catania; l’arrivo è previsto nella tarda serata.
“Fermati i due scafisti dell’imbarcazione affondata. Si tratta del comandante, tunisino, e di un suo assistente, siriano”. Lo afferma in una dichiarazione il ministro dell’interno Angelino Alfano. Sono accusati di omicidio colposo plurimo, naufragio e favoreggiamento d’immigrazione clandestina. I due, ha spiegato il procuratore di Catania Giovanni Salvi, sono stati indicati dai sopravvissuti che erano a bordo della nave Gregoretti e riconosciuti anche dal giovane del Bangladesh ricoverato in ospedale a Catania a cui sono state mostrate delle fotografie.
I sopravvissuti parlano di una collisione – Lo scafista che era al comando del barcone naufragato al largo della Libia, nel cercare di nascondersi e non farsi riconoscere, avrebbe pilotato con poca attenzione l’imbarcazione che sarebbe entrata in collisione con mercantile King Jacob che era giunto in zona per prestare i soccorsi. La ricostruzione è di sopravissuti alla tragedia.
“Aggrappati ai morti per non finire a fondo”: si sono salvati così due dei 28 sopravvissuti alla strage di due giorni fa al largo della Libia. Secondo quanto si apprende dai soccorritori che li hanno recuperati, i due annaspavano in mezzo ai cadaveri, urlando con le ultime forze per attirare i gommoni che perlustravano la zona.
I soccorritori sono arrivati nella zona dove si è capovolto il barcone a notte fonda e immediatamente hanno iniziato le ricerche a bordo dei gommoni. “Durante le ricerche in mare dei cadaveri – raccontano – abbiamo trovato due persone vive in mezzo ai morti”. “Erano allo stremo delle forze – aggiunge chi ha partecipato all’operazione di recupero – hanno urlato con le loro ultime forze perché hanno sentito il rumore del motore e siamo riusciti ad individuarli e a salvarli. Non avrebbero resistito ancora a lungo”.
‘UN MILIONE IN ARRIVO DALLA LIBIA. TRITON E’ INEFFICACE’
Renzi, guerra ai mercanti di morte – Dichiarare guerra ai mercanti di morte per bloccare una strage continua che non può più essere definita “naufragio”, ma si chiama “crisi umanitaria”. E di fronte alla quale l’Europa non può più voltare le spalle: lo ha fatto 20 anni fa con Srebrenica, farlo ancora, dandola vinta agli schiavisti, significherebbe “avere una responsabilità verso la storia”. Mentre il premier Matteo Renzi parla a Palazzo Chigi al fianco del primo ministro maltese Muscat, nel Mediterraneo, all’altezza della Libia, vengono avvistati altri tre barconi, con a bordo centinaia di disperati. E si rischia l’ennesima strage. Per questo il premier ripete che il problema non è il soccorso in mare – che c’era anche sabato scorso ma non ha impedito al Mediterraneo di inghiottire 900 disperati – ma è quello di bloccare gli “schiavisti del XXI secolo” in partenza. Di dichiarargli guerra, appunto. “Prenderli deve essere una priorità per la comunità internazionale”, assicura e annuncia “interventi mirati” per bloccarli da presentare al vertice straordinario di giovedì prossimo.(Ansa)