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Nel cuore antico di Avellino c’è un’ isola d’arte e d’antiquariato: Il re di Bronzo

L'antiquariato ad Avellino: intervista a Roberto De Lorenzo titolare de “Il re di Bronzo”

Abbiamo avvicinato uno dei più importanti antiquari di Avellino Roberto De Lorenzo, titolare di “Il re di Bronzo” sito in via Trinità, nel centro storico della città.

Dopo una pluriennale esperienza nel mondo dell’antiquariato, nel 2000 apre nel cuore antico di Avellino il suo punto vendita, che non è solo un negozio, ma un luogo d’incontro di appassionati di storia locale, di collezionisti e di esperti d’arte, di responsabili di musei, etc.

Da quanti anni è in attività nel “mondo dell’antiquariato” e come è riuscito a diventare un punto di riferimento nel settore?

Il mio interesse per il mondo dell’antiquariato e, più in generale, per l’arte è stato presente fin dalla giovinezza ma debbo dire che, quando ho intrapreso questa attività oltre quindici anni orsono, mi sono reso conto che l’attività commerciale comporta una serie di impegni di natura varia e diversa rispetto alla semplice fruizione del messaggio estetico. Da una parte l’ “impresa” comporta un organizzazione economica che tenga conto dell’esigenze del mercato, d’altra parte un lavoro come questo non può prescindere dalla passione per il bello e da una valutazione tecnica della “merce”. Questa richiede naturalmente uno studio specifico, ma anche, con notevole rilievo, una adeguata esperienza “sul campo”. Ciò al fine di dare al cliente una adeguata garanzia dell’epoca e delle caratteristiche tecniche (stile, materiale, provenienza) della merce venduta.

Come avviene il reperimento delle opere (dipinti, sculture, mobili, oggetti d’arte, libri, etc)?

I canali per l’acquisizione delle opere d’arte sono vari e vanno dalle aste d’antiquariato al contatto con altri colleghi ed al reperimento sul territorio da privati (con particolare riferimento in questo caso ad opere che abbiano un particolare interesse nella realtà locale). Un discorso a parte merita il commercio sul web che sta facendo assumere a questa attività delle forme nuove ed inconsuete, caratterizzate tra l’altro da un’intensa e rapida evoluzione.

Come siete diventato il punto di riferimento per l’arte dell’Irpina del diciannovesimo secolo?

Questa affermazione mi appare esageratamente elogiativa. Mi sforzo, con i miei limiti, di reperire come detto precedentemente opere di interesse locale e questo mi porta a cercare produzione artistica, soprattutto in campo pittorico, dei principali artisti dell’Ottocento irpino.

Le opere proposte hanno tutte un certificato che ne attesta l’ autenticità e la garanzia di originalità?

Si, ritengo che questa assunzione di responsabilità, oltre ad ottemperare disposizioni di legge, sia fondamentale per creare quel rapporto di fiducia che deve esserci tra l’antiquario e l’acquirente.

Ci può fare un bilancio della sua attività per l’anno 2015?

È innegabile che l’antiquariato risenta della crisi generale del paese, forse in misura maggiore, tenendo presente di tratta di articoli non essenziali, se non per soddisfare le proprie esigenze estetiche o di arredamento. Tuttavia credo che l’aver differenziato l’offerta (con mobili, dipinti, sculture, stampe, oggettistica, libri antichi e rari, strumenti scientifici d’epoca, e altro ancora) mi ha consentito di continuare l’attività e di scorgere negli ultimi mesi qualche timido segnale di ripresa.

Stefano Orga