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Ultime pensioni, Cesare Damiano la questione lavoratori precoci e la quota 41

Pensioni,lavoratori precoci e quota 41 – Nella giornata di ieri i sindacati hanno presentato le loro contro-proposte in merito alla tanto discussa riforma Fornero, riguardanti le pensioni. Cgil, Cisl e Uil chiedono al governo a gran voce un intervento tempestivo in materia di previdenza per evitare gravi conseguenze sul piano sociale.
Le parti in realtà sembrano molto vicino, quantomeno sembra esserlo Cesare Damiano presidente della commissione lavoro in forza al Partito democratico, secondo cui quella dei sindacati è stata una buona iniziativa, soprattutto presentata in modo unitario.Lo stesso Damiano ha più volte espresso pareri positivi nella modifica della legge Fornero presentando diverse proposte per la nuova riforma delle pensioni.

Pensioni, Cesare Damiano ricorda i lavoratori precoci e la quota 41

Chi sono i lavoratori precoci
I cosiddetti lavoratori precoci, lo ricordiamo, sono quei soggetti che possiedono il primo versamento contributivo anteriormente al compimento del ventesimo anno d’età (in pratica, chi ha iniziato a lavorare prima dei 20 anni).

Il presidente della commissione lavoro dunque si è detto favorevole alla manovra dei sindacati, affermando quanto segue :
“le manifestazioni unitarie indette da Cgil, Cisl e Uil a sostegno della riforma delle pensioni rappresentano un fatto positivo,le proposte del sindacato si muovono nella stessa direzione”,

Il deputato pd ha inoltre ricordato che egli stesso ha proposto nel disegno di legge 857 il pensionamento anticipato all’età di 62 anni con 35 anni contributivi con una perdita massima dell ‘8%, mentre per i lavoratori precoci, si sarebbe pensato a 41 anni di contributi senza però nessuna penalizzazione.

Dunque Damiano si è dimostrato aperto e deciso ad apportare modifiche che possano portare dei vantaggi ai futuri pensionati,soprattutto per alcune categorie come appunto i lavoratori precoci, ad avallare la stessa tesi del deputato Pd, anzi migliorandola, sono stati i deputati del movimento 5 stelle, presentando a voce del cittadino Davide Tripiedi una proposta anche migliore, 40 anni di contributi piuttosto che 41.

 

I sindacati chiedono la contro-riforma o sarà sciopero

Una giornata storica quella di ieri, con le maggiori sigle sindacali unite per lo stesso scopo, cambiare la legge Fornero, o quantomeno modificandola nei punti chiavi, che ad oggi per tantissimi lavoratori è diventata drammatica.Altro nodo importante, concedere maggiore flessibilità ai lavoratori in uscita in modo da favorire l’integrazione dei giovani.

Allarme della Camusso segretario CGIL: “Senza una riforma il governo condannerà i giovani a restare poveri”

Si allinea Barbagallo segretario UIL: “Se il governo non ci ascolta da gennaio ci saranno lotte a tempo indeterminato”.

Così Annamaria Furlan, segretario della Cisl: “Serve un confronto serio, è un dovere morale. È sotto gli occhi di tutti che la riforma Fornero sia stata dannosa per i lavoratori e anche per le imprese”. Infine affondo al governo: “Spero non di debba arrivare allo sciopero generale”.