Home Attualità Torino, Chiara Appendino registra in autonomia figli di coppie omogenitoriali

Torino, Chiara Appendino registra in autonomia figli di coppie omogenitoriali

Per la prima volta la trascrizione avviene senza la disposizione di un tribunale

Ieri mattina la sindaca di Torino Chiara Appendino ha trascritto all’anagrafe del Comune di Torino tre bimbi, nati all’estero da coppie omogenitoriali, in cui entrambi i partner vengono riconosciuti come genitori.

Nello specifico, sono stati riconosciuti la nuova nata della consigliera comunale del PD Chiara Foglietta insieme al suo piccolo già concepito dalla stessa, però in Italia. Oltre a lei, sono stati inseriti nell’anagrafe anche due gemelli, nati da una coppia di soli uomini.

Tale atto è di portata storica in Italia, poiché sono le prime trascrizioni che avvengono senza una disposizione dettata da un tribunale. In questo modo la sindaca ha mantenuto il suo intento, già ampiamente annunciato qualche settimana fa.

Davanti agli avvenimenti che riguardano la comunità LGBT, in ogni caso, l’Italia si divide ancora in chi è favorevole al maggior riconoscimento di diritti e chi si oppone strenuamente.

Per quando riguarda il versante dei favorevoli a più diritti, l’assessore alle famiglie Giusta e quella all’anagrafe Pisano affermano che la città di Torino si trovava davanti queste nuove forme di genitorialità dal legittimo riconoscimento. Poi i due sperano che questa occasione possa servire ad aprire un ampio dibattito in Italia sul tema. Altre dichiarazioni, invece, guardano anche alla formazione del nuovo governo. Ad esempio, il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni (eletto al Parlamento con Liberi e Uguali) auspica che tale battaglia di civiltà debba continuare anche nei Palazzi che contano nel nostro Paese.

Al contrario, per Lucio Malan, senatore di Forza Italia, tale atto costituisce falso, in quanto è contrario alla legge vigente e in più incoraggia al cosiddetto utero in affitto. Infine il deputato forzista Luca Squeri si esprime sulla falsariga di quanto affermato dal suo collega senatore.