Home Salute Pillola dell’aborto negata in molti ospedali

Pillola dell’aborto negata in molti ospedali

Salute – Pillola RU486,forte il dibattito da parte dei medici,la pillola,offre un alternativa alla sala operatoria, in Italia è arrivata nel luglio 2009, dopo che già era stata commercializzata in Europa. In Svizzera, questo metodo puo’ essere prescritto entro la 7a settimana a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione.L’interruzione viene effettuata ambulatoriamente, sia in clinica sia in uno studio medico (in Italia solo in ospedale), con due farmaci: la Mifegyne (conosciuta anche con il nome di RU 486) e una prostaglandina.La Mifegyne blocca gli effetti dell’ormone progesterone interrompendo lo sviluppo della gravidanza.La prostaglandina induce contrazioni uterine e provoca l’espulsione dei tessuti embrionali.In presenza di personale medico, la donna assume tre compresse di Mifegyne. Poco dopo puo’ rientrare a casa.Due giorni dopo, due compresse di prostaglandina sono anch’esse prese nello studio medico o in clinica.La donna rimane in osservazione per alcune ore.
Per circa due terzi delle donne l’espulsione dei tessuti embrionali avviene in questo periodo, per alcune avviene piu’ tardi a casa.A questo stadio molto precoce, l’embrione misura tra i 2 e gli 8 mm, a seconda della durata della gravidanza. Circa due settimane dopo la presa della prostaglandina viene effettuata una visita di controllo. Questo farmaco in Italia può essere assunto solo in ospedale, ed è proprio questo il dato allarmante, in Lombardia su 61 presidi ospedalieri dove viene eseguito l’aborto, ben trenta non utilizzano la Ru486. Tra questi, anche poli scientifici importanti come il San Gerardo di Monza e Varese. La percentuale di obiettori è alta raggiunge il 68,4%, nonostante la legge 194,ancora restano atteggiamenti ostruzionisti.