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Il segreto ancestrale dell’orgasmo femminile: il piacere delle donne e le sue origini

Un mistero lungo una vita, l’orgasmo femminile a cosa serve? Oggi sappiamo con certezza che l’aspetto principale richiama il piacere fisico, sappiamo anche che biologicamente non esiste nessun legame scientifico con il concepimento di un figlio. Mentre dell’orgasmo maschile conosciamo praticamente tutto, breve, intenso e di fondamentale importanza per la riproduzione e la continuazione della specie umana. Quello femminile? E’ una materia che affascina da sempre, ne hanno parlato poeti, scrittori, e nel corso dei secoli illustri ricercatori hanno cercato di spiegare le origini di tale piacere. Con ogni probabilità nelle donne primitive aveva un ruolo chiave nella riproduzione. Cerchiamo di capirlo meglio!

Questione di evoluzione.

Scienziati americani hanno deciso di approfondire il discorso studiandolo nei mini particolari, pubblicando i risultati sulla rivista scientifica Jez-Molecular and Developmental Evolution. Esaminando l’orgasmo evolutivo di diverse specie animali si è giunti ad una nuova teoria evoluzionistica. Secondo gli studiosi dell’Università di Yale, l’orgasmo femminile umano è cambiato nel corso dei millenni, inizialmente aveva un ruolo chiave ed una funziona ancestrale nell’indurre l’ovulazione, successivamente tale caratteristica è andata perduta mentre i recettori del piacere sono rimasti inalterati. Tecnicamente l’orgasmo femminile potrebbe essere una sorta di base evolutiva: sviluppatosi in quei mammiferi primitivi, con lo scopo di stimolare l’ovulazione in presenza del maschio, avrebbe poi perso tale funzione nel corso del tempo, modificando e rimodellando l’anatomia dei genitali femminili per come li conosciamo oggi.

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Esaminati gli orgasmi di diversi animali

Per giungere ad una conclusione teorica più conforme, i ricercatori hanno preso in esame la struttura morfologica di molte femmine placentate di diverse specie: la donna, lo chimpanzee,il cavallo, il topo, il coniglio.

Nonostante l’orgasmo femminile sia molto diverso nei vari animali, esiste un denominatore comune per tutte le specie. Durante l’orgasmo tutte le femmine delle specie analizzate producono in elevata quantità due ormoni specifici, l’ossitocina e la prolattina. I ricercatori hanno notato come in alcuni animali, come topi e conigli questo stesso flusso ormonale giocasse un ruolo importante nell’ovulazione, mentre in altre, come la donna fosse andato perduto.

Nonostante l’enorme diversità della biologia riproduttiva dei mammiferi, alcune caratteristiche fondamentali possono essere rintracciate nel corso dell’evoluzione di alcuni di questi. Il ciclo delle donne, per esempio, non dipende dall’attività sessuale. Tuttavia, in altre specie di mammiferi, l’ovulazione è indotta dai maschi e l’analisi degli scienziati mostra che anche l’ovulazione femminile umana, un tempo, era probabilmente provocata dal rapporto sessuale con l’uomo, mentre poi, con l’evoluzione, questo non si è più reso necessario.

Secondo i ricercatori, è forse possibile che l’orgasmo femminile della donna sia andato mutando nel corso dei secoli, passando dal bisogno ancestrale e primitivo dell’ovulazione indotta, per poi diventare superflua e spontanea. Durante la fase evolutiva di tale meccanismo l’organo genitale della donna si è trasformato da attivo nella fase evolutiva a strumento di piacere.