L’Italia è il Paese più vecchio d’Europa, con il 21,4% della popolazione che ha più di 65 anni e il 6,4% che ne ha più di 80. E’ la fotografia scattata dall’Eurostat, l’ufficio di statistica dell’Unione europea. Nelle due categorie, over65 e over80, l’Italia nel 2014 è il Paese con le percentuali più elevate, contro una media Ue rispettivamente del 18,5% e del 5,1%. In prospettiva comunque l’invecchiamento della popolazione sarà più accentuato per altri Paesi europei. In particolare in Germania gli over65 nel 2080 saranno il 32,5%, in Slovacchia il 35,9% e in Portogallo il 35,7%. Mentre gli italiani con più di 65 anni saranno il 31,3% della popolazione, a fronte di una media Ue del 28,7%. Sempre nel 2080 gli italiani ultraottantenni saranno il 13,3%, rispetto al 12,3% della Ue. Ma a sconcertare i dati sono il numero di over 65 pensionati che scelgono di andare a vivere all’estero. Gli anziani italiani espatriano in numero sempre maggiore. Ogni annoaumenta infatti il numero di coloro che emigrano e si fanno pagare all’estero la pensioni. Dopo la ‘fuga dei cervelli’, insomma, è iniziata la ‘fuga dei pensionati’. Il fenomeno è chiaramente documentato nel rapporto ‘World wide’ dell’Inps, presentato dal presidente Tito Boeri: solo nel 2014 i pensionati espatriati sono stati 5.345, il 65% in più dell’anno precedente. Dal 2010 il numero è più che raddoppiato (+109%) arrivando a 16.420. Il 71% dei pensionati emigrati negli ultimi cinque anni si è trasferito in altri Paesi europei, il 10% in America settentrionale e il 6% in America meridionale. Raffrontando il 2014 al 2010, le percentuali di incremento maggiore si registrano in Oceania (+257%), Africa (+164%) ed America centrale (+114%). Considerando i pensionati delle gestioni private e pubbliche emigrati dall’Italia dal 2010 al 2014, l’importo dei trattamenti pensionistici loro corrisposti ammonta a 300.650.009 euro.