Home Attualità Jobs act, a marzo: 92mila contratti in più

Jobs act, a marzo: 92mila contratti in più

Giuliano Poletti

I dati del Ministero del Lavoro sull’andamento dei contratti nel primo mese di attivazione della riforma del lavoro: 641mila attivazioni e 549mila cessazioni. Cresce l’incidenza del tempo indeterminato, dal 17,5% del 2014 al 25,3%. Istat: retribuzioni ferme, cresce attesa per rinnovo contratti. A marzo le attivazioni dei nuovi contratti di lavoro nel complesso, ad eccezione del lavoro domestico e della pubblica amministrazione, sono state 641.572 a fronte di 549.273 cessazioni. Il saldo attivo è di oltre 92.000 unità. Sono i dati delle comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro. Il 6 marzo è entrato in vigore il contratto a tutele crescenti, il saldo e’ in attivo per oltre 92.000 unità. Si registra inoltre un aumento di oltre 31.000 unita’ di posti fissi. Riguardo alle attivazioni infatti, 162.498 sono contratti a tempo indeterminato (contro i 108.647 di marzo 2014), 381.234 sono contratti a tempo determinato (395.000 nello stesso mese del 2014), 16.844 sono contratti di apprendistato (21.037 nel 2014), 36.460 sono collaborazioni e 44.536 sono le forme di lavoro classificate nella voce “altro”. Riguardo invece alle cessazioni, 131.128 sono a tempo indeterminato, 310.566 a tempo determinato, 14.953 sono contratti di apprendistato, 46.173 sono collaborazioni e 46.453 sono le forme di lavoro classificate nella voce “altro”. Nel mese di marzo sono state 40.034 le trasformazioni di rapporti di lavoro a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato, erano 22.116 nello stesso periodo del 2014.