RELAZIONE DEL MINISTRO ORLANDO SULL’AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA. IL RUOLO FONDAMENTALE ED INSOSTITUIBILE DELLA MAGISTRATURA ONORARIA.
I dati risultanti dalla Relazione sull’amministrazione della Giustizia nell’ano 2015 presentata dal Ministro Orlando ieri alla Camera dei Deputati ed oggi al Senato confermano, anche per il biennio 2014-2015, il trend costantemente positivo degli uffici del Giudice di pace, malgrado i gravissimi disservizi creati dall’incapacità del Ministero di gestire la soppressione di oltre 500 sedi del Giudice di Pace, con centinaia di migliaia di fascicoli tuttora fermi in attesa di riassegnazione.
In particolare, in materia civile, a fronte di 1.036.115 nuovi procedimenti iscritti, i giudici di pace hanno definito 1.111.014 processi, con una durata media dei processi che si mantiene sempre ben al di sotto di un anno di durata. Se poi andiamo a guardare il dato più importante, ossia i procedimenti a cognizione ordinaria, per loro natura più complessi e di lunga durata, i giudici di pace hanno definito nell’anno 385.002 processi, a fronte dei 266.391 processi definiti in Tribunale
Nè si può sottacere il fondamentale apporto dei giudici onorari di Tribunale e dei vice procuratori onorari. Ad esempio, in materia civile, il dato quantitativamente più importante di processi civili definiti dai Tribunali riguarda i procedimenti esecutivi mobiliari (435.062) ed i procedimenti monitori (521 decreti ingiuntivi emessi), ossia materie abitualmente (in misura non inferiore al 90%) trattate dai giudici onorari, il cui apporto risulta altresì insostituibile in tutte le altre materie di competenza dei Tribunali, sia in sede civile, che in sede penale
Gli stessi rilievi vanno fatti con riguardo ai 1.467.392 procedimenti penali definiti dalle Procure, anch’essi per il 90% trattati dai vice procuratori onorari, addirittura al 100% se si guarda solo ai processi penali definiti dinanzi al Giudice di pace (199.276).
L’unica conclusione è che il sistema Giustizia collasserebbe senza il fondamentale apporto dell’intera magistratura onoraria. Eppure, a fronte di un impegno così importante della magistratura onoraria, misurabile in oltre il 50% del contenzioso civile e penale trattato e definito, con un impiego necessariamente a tempo pieno nell’amministrazione della Giustizia, sempre dalla Relazione del Ministro Orlando emerge che i circa 6.000 magistrati onorari in servizio nel 2014 hanno percepito, complessivamente, emolumenti lordi pari ad appena 107.363.404 Euro, spesa non solo di gran lunga inferiore a quella sostenuta dallo Stato per le intercettazioni telefoniche (€ 205.752.973), ma persino per gli ausiliari del magistrato (€ 114.832.011), ossia i periti dei quali eccezionalmente si servono giudici e procuratori per eseguire, a spese dello Stato e nei casi previsti dalla legge, accertamenti e valutazioni di natura tecnica.
Malgrado ciò, l’ultima legge di stabilità ha addirittura previsto ulteriori tagli di 14 milioni di euro nei prossimi due anni alle indennità spettanti ai magistrati onorari.
La riforma della magistratura onoraria attualmente al vaglio del Senato mira ad accentuare tali incostituzionali discriminazioni sui trattamenti economici dei magistrati onorari, peraltro privi di qualsiasi tutela previdenziale ed assistenziale, assoggettando i compensi alle disponibilità di bilancio che anno dopo anno vengono indiscriminatamente tagliate.
L’inevitabile conseguenza di tanta irragionevolezza da parte del Ministro Orlando saranno le dimissioni in massa dei magistrati onorari, ormai demotivati e stanchi di essere presi in giro e trattati dallo Stato come lavoratori in nero senza diritti.
Chi manderà a qual punto avanti la Giustizia in Italia?
Roma 21 gennaio 2016
Maria Flora Di Giovanni
(Presidente Nazionale)
Alberto Rossi
(Segretario Generale)