Il Roseto da cinquant’anni una RSA d’eccellenza in Irpinia

Il Roseto da cinquant’anni una RSA d’eccellenza

L’8 settembre 1970 fu posata la prima pietra del Roseto, residenza per anziani che sorge nella zona residenziale di Avellino, nei pressi dello stadio Partenio Lombardi. Fondata da Padre Innocenzo Massaro, sacerdote cappuccino, che dedicato la sua vita ad alleviare la vita degli anziani. La residenza e’ catalogata come casa Albergo ed Rsa (Residenza Sanitaria Assistenziale) in quanto funge da casa di riposo ed anche da centro riabilitativo per anziani non autosufficienti. La proprieta’ della struttura e’ dei Frati Minori della provincia di Napoli, mentre la gestione amministrativa e’ affidata da circa un ventennio all’Associazione Roseto, non avente scopo di lucro, ed e’ presieduta dall’avv. Follo Vincenzo, presidente del Consiglio di Amministrazione, che abbiamo intervistato per l’occasione. Per il Cinquantenario, che appunto e’ ricorso l’otto settembre, e’ stata celebrata un S.S. Messa nell’arioso e verdeggiante piazzale antistante la struttura, a cui hanno partecipato i familiari degli ospiti che, a loro volta, hanno segiuto la funzione dai balconi della residenza; il tutto nel rispetto delle norme anti-Covid e con l’adozione di tutte le cautele del caso.

Al Presidente Follo chiediamo come funziona la struttura e di quanto personale dispone:  “La Rsa Roseto usufruisce del lavoro di quaranta dipendenti e si avvale della consulenza di numerosi collaboratori, nonche’dei volontari del servizio civile. Ospitiamo inoltre cinquantatre’ anziani ed abbiamo una nutrita lista d’attesa per nuovi ingressi”.

Come si svolge la giornata all’interno della struttura?
“Oltre che fornire assistenza a tempo pieno, gli anziani ospiti vengono intrattenuti in giochi di societa’ ed esercizi per tenere impegnata piacevolmente la mente. Nel periodo critico del lockdown, che purtroppo ancora non ha smesso di impensierirci, la struttura e’ stata adeguatamente protetta, con sospensione delle visite esterne ed adozione di tutte le precauzioni; ed a questo proposito- ci teneva a precisare- per non lasciare nulla al caso, lo staff si e’avvalso della consulenza del virologo, dott. Acone che, a seconda dei casi, ha emanato provvedimenti ad hoc.”

In effetti, constatiamo che quando nella primavera scorsa le Rsa lombarde sono state contaminate dai contagi , come tristemente ricordiamo, al Roseto non si sono verificati casi di Coronavirus. “Pur tuttavia – proseguiva l’avv.Follo – nel periodo del lockdown gli anziani ospiti non sono stati del tutto isolati dai loro parenti, in quanto l’amministrazione ha allestito un servizio di collegamento telefonico costante con gruppo WhatsApp ed uno di videochiamata tramite tablet con linea dedicata”.

Pertanto ci associamo all’augurio che il Roseto, che possiamo definire senz’altro una RSA di eccellenza, possa esercitare ancora per lunghi anni, continuando ad assicurare l’ottima qualita’ del servizio agli anziani ospiti che scelgono di vivere l’ultima parte della loro esistenza in comunita’.