Home Attualità Il neo oscurantismo riscopre l’omofobia

Il neo oscurantismo riscopre l’omofobia

Negli ultimi tempi si registrano numerosi episodi di intolleranza contro l’omosessualita’, ritenuta condotta fuorviante dei canoni tradizionali della coppia. O meglio la cosiddetta “diversita”’e’ sempre esistita, solo che fino a qualche decennio fa era repressa, mentre oggi che si presume vivere in epoca moderna viene vissuta con piu’ disinvoltura dai soggetti omosessuali.

Ma una fetta di societa’ non la pensa cosi’ e giu’a condannare, anzi a perseguitare gli LGTB (lescbiche, gay, transcender e bisessuali), persone ritenute anormali, quindi da emarginare. Ripetuti gli episodi di intolleranza, come quello di Castenuovo del Garda ove nel maggio scorso e’ stato negato l’affitto dell’appartamento a una coppia gay o di giugno a Roma ove una ragazza e’ stata rifiutata al lavoro perche’ ritenuta troppo “maschile”; e ancora a Sorrento ove nel chiostro di San Francesco sono state rifiutate le unioni civili, pur approvate dal governo Renzi; ancora in aprile a Mantova il Popolo della Famiglia ha dichiarato osceni i Pride e recanti malattie; oppure nella opulenta Parma due ragazzi che si baciavano in un bar sono stati presi a pugni, o a Treviso ove un ventenne ha ricattato un ottantenne gay fino ad estorcergli 200mila euro.

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L’omofobia si manifesta da nord a sud senza differenza; per cui succede che a Noto una madre minaccia di sfregiare la figlia con l’acido perche’ lesbica, oppure a Trapani un convegno sull’omofobia viene vietato da un preside che lo ritiene tema inadeguato; e ad Avellino viene imbrattato il cartello di benvenuto al gay Pride che si tiene ogni anno alle falde della montagna di Montevergine.

Ma la capitale dell’intolleranza e’ Verona ove recentemente e’ apparso un manifesto che denunciava di zona infestata da immondizia abbandonata e“finocchi molesti”. Quindi se anche il ricco nord est, costituito da cittadini operosi e benestanti, trova il modo di mettere alle corde le persone cosiddette “anormali”vuol dire che il livello di cattiveria e di esclusione dell’altro ha raggiunto livelli preoccupanti; gli omosessuali sono oramai una valvola di sfogo di gente che non riesce scaricare le proprie insoddisfazioni su altri comparti, per vilta’, per timore e con altrettanta dose di vigliaccheria trova giusto prendersela coi deboli; perche’, per quanta strada verso la liberta’ possiamo aver percorso, i gay costituiscono pur sempre una minoranza bistrattata ed indifesa.

C’e’ anche chi ha cercato di curare l’omosessualita’ con una terapia. iI tentativo e’ stato fatto dal mormone statunitense David Mathelson, il teorico delle “terapie riparative”. Secondo tale teoria la condizione omosessuale e’ spiegata come un disagio degli LGTB a intrattenere rapporti umani e sociali con persone del sesso opposto, condizione che puo’ essere corretta seguendo percorsi psicologici.

Ma lo stesso Mathelson, dopo 22 anni di insegnamento di tali teorie ed avendo egli stesso tendenze omosessuali, ha abbandonato la famiglia, assecondando la sua vera natura. Non solo, egli ha rinnegato le sue teorie che per tanti anni ha cercato di attuare nel tentativo di correggere gli altri ed ha riconosciuto ed ammesso il fallimento di tali terapie, invitando anzi a non reprimere gli istinti naturali e a vivere liberamente il proprio status. Ed oggi capita che i gruppi conservatori, sia cristiani fondamentalisti che gruppi politici di estrema destra, gli siano rivoltati contro i difesa del prototipo umano del “Normal”.