Festival della filosofia di Modena, l’evoluzione dell’arte

    Dal 15 al 17 settembre avrà luogo tra Modena, Carpi e Sassuolo la 17esima edizione del Festival della Filosofia. Il tema principale intorno al quale ruoterà la manifestazione è quello delle “arti” in generale, sia dal punto di vista strettamente concettuale del termine sia in relazione alla tecnica e quindi alla tecnologia cui ai giorni nostri le arti sono imprescindibilmente spesso correlate.

    Saranno più di 200 i luoghi delle città ospitanti in cui si terranno lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, giochi per bambini e cene filosofiche. Molti gli ospiti, tra cui vale la pena di ricordare Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Brunello CucinelliRoberto Esposito, Umberto Galimberti, Michela Marzano, Salvatore Natoli, Massimo Recalcati, Emanuele Severino Carlo Sini, Silvia VegettiFinzi. Il festival si propone di affrontare, attraverso la “lettura dei classici”, l’evoluzione del concetto di arte e della sua relazione con i tempi moderni senza perdere mai di vista il suo sviluppo nella storia del pensiero occidentale. Si partirà quindi dallo statuto delle tecniche di Platone, passando dal concetto di poiesisin Aristotele fino ad arrivare al ruolo di tecnica e lingua per la civilizzazione in Lucrezio.

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    Fondamentali però saranno i riferimenti a due filosofi in particolare: Benjamin e Adorno. Benjamin nel 1936 diceva già che l’arte perde la sua aura di unicità nel momento in cui viene “riprodotta”, questa la tesi portante del suo famoso saggio L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica. L’arte per il filosofo può esistere solo hinc et nunc, quindi nell’istante in cui viene riprodotta perde di valore perché l’arte è un concetto astratto, già si “vende” quando passa da semplice entità ideale a oggetto materiale, pensare che venga anche replicata meccanicamente è troppo. Adorno invece pone l’accento su un altro aspetto ancora: il significato estetico del brutto. Il suo intento è quello di proporre una sorta di apologia del brutto visto come elemento che spinge l’arte all’inseguimento del bello, perché l’arte non si risolve nel concetto di bello ma, al contrario, per soddisfarlo, ha bisogno del brutto come negazione di quello.

    A rendere ancora più interessanti le serate ci saranno spettacoli teatrali, concerti e performance dal vivo. Tra gli ospiti più prestigiosi il premio Oscar Nicola Piovani, Alessandro Preziosi, Luca Barbareschi e Massimo Zamboni. Inoltre, spazio anche all’arte, ovviamente, con quasi trenta mostre tra cui una dedicata alla carriera di Cesare Leonardi, una di xilografie di Georg Baselitz, una personale di Giuliano della Casa, un intervento di street art di Eron e un’installazione di luce di Mario Nanni.

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