PIAZZA DELLA DOGANA
(Largo, Piazza Centrale, Piazza Inferiore, Piazza Amendola)

Secondo alcuni autori questa piazza fu ideata intorno all’anno 1000, ma più probabilmente fu realizzata sul finire del 1200 con la costruzione della Dogana dei Grani, probabilmente la prima dogana era situata entro le mura della città di Avellino nei pressi dell’attuale Via Duomo.
Alla fine del 1500, la città viene acquistata dal principe Marino Caracciolo e la Dogana divenne il centro dell’attività economica e sociale di Avellino, in questo periodo sicuramente fu la piazza principale della città, infatti, a pochi metri dal palazzo della Dogana sorgeva la Casa Comunale.
In questa piazza nei giorni pari si teneva un importante mercato. Ogni anno si teneva la fiera di “San Modestino e della Madonna Assunta”.
Nel 1668 il principe Francesco Marino Caracciolo affidò all’architetto Cosimo Fanzago il compito di ristrutturare la città e per prime la piazza e l’edificio della Dogana. Cosimo Fanzago vi inserì l’obelisco a Carlo II d’Asburgo nel 1668, in origine era più alto e simile a quello di San Gennaro in piazza Sisto Riario Sforza a Napoli, realizzato dallo stesso architetto nel 1660.
Per lungo tempo la piazza fu la testimonianza dell’importanza della città di Avellino negli scambi commerciali e nei trasporti fino alla fine del feudalesimo 1806, quando persero importanza sia la Dogana che la pizza.
Verso la fine del 1800 la Dogana smarrì del tutto la sua funzione, divenendo una sala da ballo e dai primi decenni del Novecento diviene sede del Cinema Umberto, fino alla notte del 17 dicembre 1992.
Successivamente alla seconda guerra mondiale la piazza fu dedicata al politico e professore Giovanni Amandola.
PIAZZA DUOMO

Il vescovo di Avellino Antonio Maria Carafa nel 1743 pensò di realizzare una piazza davanti alla facciata della Cattedrale, per dare l‘importanza che meritava la chiesa madre della Diocesi di Avellino, così furono acquistati alcuni edifici antistanti la Cattedrale, che erano diroccati al causa del terremoto del 1732.
I primi abbattimenti degli edifici avvennero nel 1744 e si conclusero sotto il governo della diocesi del vescovo Gioacchino Martinez.
La piazza fu terminata nel 1788 con la costruzione della scalinata di accesso in stile barocco in marmo ed alabastro.
Dalla fine del settecento ad oggi la piazza è rimasta essenzialmente invariata, anche se ha subito il bombardamento anglo-americano del 14 settembre 1943, che distrusse il seminario e un edificio della Diocesi sulla piazza stessa, ricostruiti negli anni cinquanta del Novecento.
Inoltre, il terremoto del 23 novembre 1980 rase al suolo il seminario, portando, così, alla luce una necropoli sannitica ed una strada romana, che ancora oggi sono visibili.
Stefano Orga
Bibliografia
A.A.V.V. (1975), L’attività di Cosimo Fanzago nella Avellino dei Cracciolo, Emilio Di Mauro, Cava dei Tirreni (SA) 1975, pp. 95.
A.A.V.V. (1997), Il palazzo della Camera di Commercio in Piazza Duomo, CCIAA di Avellino, Avellino 1997, pp. 85.
CUOZZO Francesco (2010), La dogana del principe, Mephite, Atriplada (AV) 2010, pp. 62.
MASSARO Andrea (2009), La dogana di Avellino, Walter Pelecchia Edistore, Atripalda (AV) 2009, pp. 103.
MASSARO Andrea – MONTEFUSCO Armando (2007),”Piazza Amendola” e ”Piazza Duomo”, in IDEM Strade e piazze di Avellino, Comune di Avellino, Avellino 2007, pp. 11-12 e 62-63.