Avellino, presentato un progetto di lavoro nei campi per i migranti

Il flusso migratorio ha portato anche in Irpinia tanti giovani extracomunitari provenienti dall’Africa. In numero sempre crescente sono presenti anche in citta’ e ad ogni angolo di strada tendono la mano per ricevere un sostentamento che infastidisce i passanti. Ed e’anche prevedibile che una volta arrivata in Italia una massa enorme di immigrati, non avendo nulla da fare durante il giorno, si mettessero a mendicare. Ma vi e’un gruppo di immigrati piu’fattivi e laboriosi facenti parte dell’Africa Revolution Sound Family, i quali si sono messi a disposizione delle istituzioni per rendere la loro prestanza fisica, la maggioranza di essi sono giovani e forti, per svolgere lavori nei campi ed essere produttivi guadagnandosi da vivere. Tramite l’Associazione hanno presentato un progetto al Comune di Avellino per usufruire di terreni abbandonati in ambito demaniale al fine di trasformarli e renderli produttivi. Ora sono in fiduciosa attesa di una risposta positiva dell’Ente e speriamo che i tempi di risposta non siano “biblici”.
L’Associazione Africa Revolution Sound e’ nata nel 2013 come gruppo musicale; si sa che la musica e’ un collante universale per l’amicizia e la fratellanza tra i popoli di diverse etnie. Con il tempo l’ente no profit ha preso ad occuparsi dei problemi di inserimento ed integrazione dei Centrafricani in Italia. Da qui e’ nata la proposta di lavoro che coinvolge 36 elementi selezionati dall’Associazione, che mira a coinvolgere anche irpini di buona volonta’, che vogliano condividere tale percorso lavorativo, vista la penuria di offerte occupazionali ed un ritorno e una rivalutazione dell’attivita’ primaria quale quella dei lavori nei campi. L’impianto del progetto lavorativo consiste nel ricavare utili non per i singoli prestatori d’opera, ma per una cassa comune in base al ricavato che la nascente fattoria rurale riuscira’a metter su e concretizzare .Lodevole l’iniziativa, le premesse ci sono visto che il territorio irpino offre tante aree da coltivare, dopo la fuga dai campi del periodo del boom economico, che richiedono tanta fatica e volonta’ che per ora questo gruppo di migranti ha mostrato di voler profondere. L’attuazione e l’espansione di un progetto del genere potrebbe ripopolare soprattutto quelle zone dell’Alta Irpinia che altrimenti, come succede, vanno desertificandosi e rischiano nel giro di venti/trenta anni, di scomparire! Nello stesso tempo con l’impegno preso nessuno dei coinvolti andra’ piu’ a mendicare o peggio ancora a fuorviarsi in pratiche illecite o malavitose. I migranti sono ormai in pianta stabile anche in Irpinia ed e’ questo un fenomeno che non possiamo o dobbiamo ignorare anche perche’ sono in gran numero. Per cui ben vengano iniziative positive sul loro utilizzo e la loro integrazione. Protestare o peggio trascinarsi in esercizi di xenofobia non ci darebbe soddisfazione, ne’ ci farebbe onore.