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Antidepressivi durante la gravidanza? Rischio autismo per il neonato

Antidepressivi e autismo? – Assumere e spesso abusare di farmaci antidepressivi come ad esempio i più conosciuti inibitori di serotonina durante gli ultimi 6 mesi di gravidanza potrebbe aumentare il rischio di disturbi autistici nei bambini. A rivelarlo uno studio pubblicato sul ‘Jama Pediatrics‘. L’assunzione degli antidepressivi negli ultimi anni è diventato decisamente di moda anche nelle future mamme, ma fino ad oggi nessuno studio aveva indagato sul possibile effetto negativo tra gli stessi e sui rischi di colpire il feto, fino al punto di portarlo all’autismo.

Assumere antidepressivi durante la gravidanza può aumentare il rischio di Autismo nei neonati.

Lo studio è stato effettuato dall’Università Canadese di Montreal, guidato dal professor Anick Bérard ed ha preso come riferimento la provincia del Quebec , i ricercatori hanno esaminato 11 annidi  gravidanze e i nascituri tra il 1998 ed il 2009, su neonati 145.456 nati al termine dei 9 mesi, 1.054 (lo 0,72%) avevano ricevuto una diagnosi di disordine dello spettro autistico. L’età media alla prima diagnosi era di 4,6 anni e l’età media dei bambini al termine del follow-up era di 6,2 anni.

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Lo studio è stato effettuato su di un campione di 4.724 bambini (il 3,2%) le cui madri avevano assunto farmaci antidepressivi durante la gravidanza, diviso successivamente in due tronconi, nel primo trimestre sono stati analizzati 4.200 neonati, 31 di essi hanno avuto una diagnosi di autismo, il secondo troncone analizzato è stato di 1200 neonati presi in esame dal secondo e terzo trimestre, in questo caso i neonati affetti da autismo sono stati 40.
Nessuna correlazione con l’uso dei farmaci nel primo trimestre.
L’uso degli antidepressivi durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza secondo lo studio è stato dunque associato a un aumento dell’87% di sindrome dello spettro autistico, nessun rischio di malattia è stato invece associato all’uso dei farmaci durante il primo trimestre.
I dati. Secondo l’Agenzia del farmaco, la prevalenza dei disturbi depressivi colpisce circa l’8-10% delle donne durante la gravidanza. Circa il 13% delle neo mamme soffrono di questi disturbi durante l’anno successivo al parto. Nei mesi dell’attesa, la terapia farmacologica deve essere costantemente monitorata. Già un recente studio dell’Istituto di Neuroscienze Semel e da Human Behavior della Università della California, si è concentrato sulle poche informazioni scientifiche disponibili su come l’esposizione precoce ai farmaci antidepressivi da parte delle donne in attesa possa  provocare problemi ai figli. Si è calcolato che il 5 per cento di tutti i bambini negli Stati Uniti  (più di 200.000 all’anno) sono esposti  a rischi per la loro salute a seguito della assunzione da parte delle madri di alcuni antidepressivi nei mesi che precedono la nascita.
L’autismo

L’autismo, chiamato originariamente Sindrome di Kanner, è considerato dalla comunità scientifica internazionale un disturboneuropsichiatrico che interessa la funzione cerebrale; la persona affetta da tale patologia esibisce un comportamento tipico caratterizzato da una marcata diminuzione dell’integrazione socio-relazionale e della comunicazione con gli altri ed un parallelo ritiro interiore. Attualmente risultano ancora sconosciute le cause di tale manifestazione, divise tra cause neurobiologiche costituzionali e psicoambientali acquisite.

Più precisamente, data la varietà di sintomatologie e la complessità nel fornirne una definizione clinica coerente e unitaria, è recentemente invalso l’uso di parlare, più correttamente, di Disturbi dello Spettro Autistico (DSA o, in inglese, ASD, Autistic Spectrum Disorders), comprendendo tutta una serie di patologie o sindromi aventi come denominatore comune le suddette caratteristiche comportamentali, sebbene a vari gradi o livelli di intensità.

A livello di classificazione nosografica, nel DSM-IV è considerato rientrare nella categoria clinica dei disturbi pervasivi dello sviluppo, cui appartengono, fra le varie altre sindromi, anche la sindrome di Asperger, la sindrome di Rett e il disturbo disintegrativo dell’infanzia.

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