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GAZA, L’INFERNO IN TERRA, DALL’ALTRA PARTE DELLA STRADA

Ci vogliono solo poche ore di aereo dall’aeroporto di Napoli per attraversare un tratto di mare e, quasi come se fosse dall’altra parte della strada o nel cortile di casa: WELCOME GAZA, l’inferno in terra è servito. Paesi e città ridotti a macerie fumanti o avvolti da nuvole di polvere, crateri enormi diventati acquitrini maleodoranti dove prima c’erano strade e piazze. Niente più scuole, ospedali, luoghi di culto. Un popolo, quello palestinese, affamato, assetato e disperato, in fuga, inseguito dal cielo e dal mare dall’esercito israeliano, che lo sta sterminando senza pietà.

Ad oggi, il genocidio dei palestinesi ha raggiunto i 60.000 morti, di cui 20.000 bambini. Le armi per questo inumano orrore le produciamo e le forniamo noi occidentali, noi italiani, allo Stato ebraico. Non per niente, esso è l’avamposto della democrazia e della civiltà occidentale.

È tempo – anzi, è persino scaduto il tempo – di porre fine a questa infernale barbarie, a questo secondo Olocausto nazista, perpetrato purtroppo dai discendenti di quel popolo ebraico che ne fu vittima nei campi di sterminio nazisti.

Il popolo italiano ha il dovere di chiedere al governo Meloni di fermare la mano al boia Netanyahu. Ecco perché io, Anna Ansalone, come donna, come madre, come cittadina italiana e come consigliere comunale di Montoro, andrò il prossimo 7 giugno alla manifestazione di Roma organizzata dal Movimento 5 stelle, insieme agli attivisti locali di Montoro, un segnale di pace, di dissociazione dinanzi a questo genocidio.

E invito tutti coloro che hanno sentimenti umani a far sentire la loro protesta e il loro “basta al genocidio”.




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