RIFORMA MAGISTRATURA ONORARIA E GIUDICE DI PACE ALLA CAMERA:GARANTIRE L’INDIPENDENZA E LA PROFESSIONALITA’ DEI MAGISTRATI
Giovedì 24 marzo comincia in Commissione Giustizia della Camera dei Deputati (relatore l’On. Giuseppe Guerini del PD) l’esame del disegno di legge di riforma della magistratura onoraria e del giudice di pace. Occorre apportare modifiche significative al testo approvato in Senato che presenta, sicuramente, aspetti importanti e condivisibili, come l’aumento delle competenze penali e civili del Giudice di Pace e la sostanziale stabilizzazione dei magistrati onorari in servizio, ma è offuscato da troppe lacune che compromettono l’indipendenza dei giudici.A fronte di una così incisiva valorizzazione della magistratura onoraria e di pace, che tratterà non meno del 70% dei processi penali e civili, devono corrispondere norme che garantiscano la terzietà del magistrato, il quale deve essere posto in grado di lavorare serenamente e senza interferenze esterne. E’ inaccettabile, ad esempio, che si possa subordinare la conferma degli incarichi quadriennali dei magistrati onorari al parere dell’Avvocatura; così si viene solo a creare una pericolosa commistione fra due attività professionali per loro natura separate.Così come è impensabile che ad un magistrato possa essere affidato il delicatissimo compito di mandare avanti il servizio Giustizia in Italia sostanzialmente a titolo di volontariato, senza tutele previdenziali ed assistenziali, con compensi meramente simbolici che minano gravemente l’indipendenza e professionalità della funzione.Il processo di riforma è appena iniziato ed ora bisogna avere il coraggio di portarlo a compimento creando una categoria di magistrati onorari e giudici di pace davvero professionale, imparziale, motivata, con tutele ordinamentali, economiche e previdenziali piene, che possa dare una svolta alla Giustizia nel nostro Paese, abbattendo l’arretrato accumulato presso i Tribunali che tanti danni causa alle casse dello Stato, con i risarcimenti dovuti per la legge Pinto, ed all’economia del Paese, con un’incidenza negativa che arriva addirittura a toccare l’1% del P.I.L., ossia circa venti miliardi di euro l’anno che l’Italia perde per l’inefficienza della Giustizia.
Maria Flora Di Giovanni
(Presidente Nazionale)
Alberto Rossi
(Segretario Generale)