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La Chiesa di Don Vitaliano, dove lo show e’ a fin di bene

E’ rimbalzato alle cronache nazionali grazie ai social che tramandano alla velocita’ della luce accadimenti e messaggi di cio’ che avviene nel mondo. E lo show dei ragazzi della parrocchia Annunziata di Mercogliano incoraggiati dal “prete di strada” non ha mancato di suscitare critiche o approvazione, a seconda dei casi, ma spunti di riflessione anzitutto! L’intenzione di Don Vitaliano collima con il messaggio che la canzone vincitrice di Sanremo vuole irradiare: che la schiavitu’dei soldi da inseguire e perseguire a tutti i costi allontana le persone dai valori umani, quali la solidarieta’ e l’accoglienza, temi oggi di grande attualita’. La circostanza poi che Mahmood sia di origini egiziane, per parte di padre, ed abbia avuto una vita non facile, ha conquistato il prete mercoglianese che lo ha invitato ad esibirsi personalmente in parrocchia. Come al solito Don Vitaliano non chiede permessi o formalizza richieste, agisce. E dopo aver suscitato stupore e qualche muso storto viene alla lunga apprezzato perche’ lo scopo precipuo e’ lanciare messaggi di solidarieta’e momenti di riflessione, certamente piu’efficaci di tante prediche dal pulpito. Il personaggio e’ tutt’altro che nuovo alle azioni eclatanti e coraggiose, e’ stato definito prete barricadero e no global, ma ha sempre rischiato in proprio facendosi espellere dopo aver criticato le gerarchie ecclesiastiche, troppo ancorate ai vecchi schemi. E all’inizio degli anni duemila, dopo essere stato ammonito piu’ volte ed inibito ad allontanarsi dalla parrocchia, fu sospeso a divinis, rimosso dall’ufficio di parroco di S.Angelo a Scala e confinato nell’ex eremo di Visciano di Nola. Ricordiamo che aveva partecipato a dibattiti televisivi e manifestazioni di piazza (tra cui il Gay Pride e No global a Genova). A seguito dell’espulsione ci furono moti di solidarieta’ da parte dei cittadini del paesino alle falde del Partenio, nonche’ dalle rappresentanze politiche multipartizan. E l’Ufficio dell’Onu per i diritti umani invio’ una lettera di solidarieta’ in difesa del suo operato all’Autorita’ Vaticana. Cio’ testimonia che l’azione di Don Vitaliano non ha mai suscitato clamore fine a se stesso, ma ha sempre mirato alla tutela dei diritti degli ultimi contro le azioni sommarie dei potenti. E l’incarico che ha ricevuto recentemente dal Vescovo Mons.Aiello lo premia in tal senso: egli ricoprira’ il ruolo di vicedirettore della Caritas diocesana, ma poiche’ prima di accettare egli aveva mostrato perplessita’ per le numerose incombenze che gia’ svolge, egli non avra’un ruolo burocratico ma operera’come “prete di strada”, dalla parte degli ultimi, cosi’ come piace a lui.

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