Home Cronaca Strage del bus, l’a.d. di Autostrade difeso dall’ex Guardasigilli Paola Severino

Strage del bus, l’a.d. di Autostrade difeso dall’ex Guardasigilli Paola Severino

Si e’ tenuta lo scorso 21 dicembre l’udienza in cui sono state avanzate le tesi difensive dell’avv.Paola Severino, ex ministro della Giustizia. Ella nella sua arringa ha chiesto l’assoluzione per l’amministratore delegato di Autostrade spa Giovanni Castellucci, incriminato a seguito dell’incidente del 28 luglio 2013 sul tratto dell’A 16 nei pressi del viadotto Acqualonga in agro di Monteforte Irpino, in cui perirono quaranta persone.

Al termine della requisitoria del Pubblico Ministero Cecilia Annecchini nell’ultima udienza erano state chieste condanne per dodici dirigenti di Auostrade, tra cui il suddetto Castellucci ed il responsabile di Tronco Antonio Sorrentino, per due funzionari della Motorizzazione Civile di Napoli, oltre che per Gennaro Lametta, titolare dell’agenzia di viaggio che ha noleggiato il bus dei pellegrini, alla guida del quale c’era il fratello del Lametta, deceduto.

L’avv. Severino per scongiurare la dura condanna del dirigente Castellucci ha argomentato che le barriere autostradali erano a norma, come in tanti punti d’Italia, e idonee alla funzione se correttamente manutenute. A parte il fatto che non era compito dell’Amministratore delegato vigilare sulla corretta manutenzione delle barriere in loco, ella attribuiva tutta la responsabilita’ al cattivo stato del pullman che, vecchio di diciotto anni e con quasi un milione di Km. percorsi, non garantiva la sicurezza per affrontare lunghi viaggi.

L’avv. Carlo Marchiolo, difensore degli altri dirigenti e tecnici di Autostrade coinvolti, rincarava la dose adducendo alla pessima condotta di guida dell’autista che invece avrebbe potuto provvedere prima rallentando a ridosso del muro la velocita’ del mezzo pesante; e alla revisione fasulla effettuata solo virtualmente all’ufficio della Motorizzazione di Napoli. I legali evidenziavano inoltre l’assistenza morale e materiale dimostrata dalla societa’ Autostrade che ha proceduto ad assumere sei persone rimaste orfane a seguito dell’incidente.

Mugugni invece si registravano da parte dei familiari delle vittime che, stanchi della lunghezza dell’iter giudiziario, premevano per la conclusione del processo di primo grado e per l’emanazione del verdetto. Al punto che si sono dichiarati pronti ad occupare per 24 ore il tribunale se il prossimo 11 gennaio, data di rinvio, non sara’ pronunciata la sentenza.

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