Reddito di cittadinanza agli assassini di Willy: quando lo spreco di Stato premia i violenti

willy monteiro assassinato dai fratelli Bianchi

Continuano ad addensarsi nubi sul curriculum degli assalitori (ed uccisori purtroppo!) di Willy Monteiro Duarte. La Guardia di Finanza ha scoperto che i fratelli Bianchi avrebbero percepito 33mila euro per reddito di cittadinanza. Cio’ si e’ reso possibile in quanto i percettori avrebbero omesso di certificare tutti i beni in loro possesso; e a quanto pare essi disponevano di Suv, potenti moto, orologi costosi e si concedevano vacanze costose e vita agiata nella villa di famiglia.

Quindi, come ben noto a tutti, essi conducevano un tenore di vita dispendioso che non puo’ mai giustificarsi con l’attivita’ commerciale (frutteria) che avevano aperto da poco e che generalmente non consente grossi introiti. La vicenda suggerisce due considerazioni. La prima e’ che se la Guardia di Finanza avesse indagato prima sul tenore di vita tenuto dai due ragazzotti avrebbe potuto intervenire gia’ da tempo, non solo ora che i riflettori della  giustizia e dell’opinione pubblica sono puntati sulla triste vicenda. Non si puo’ pretendere che l’uomo della strada vada a denunciare i comportamenti di gente che ha dimostrato, in quanto a violenza, cosa e’ capace di fare; ma dai Finanzieri invece certe indagini te le aspetti, sono pagati per questo lavoro, stanare i cittadini palesemente in difetto con la legge. Invece l’accertamento finanziario in questo caso e’ scattato ex post. La zona del basso Lazio e dell’interland della Capitale non sono nuove ad episodi di corruzione ed all’interazione con organizzazioni malavitose (vedi Casalesi e Roma Capitale) quindi avrebbe bisogno di attivita’ preventiva oltre che punitiva.

La seconda considerazione sorge sul Reddito di Cittadinanza, provvedimento che costa circa otto miliardi ogni anno e che mostra ancora una volta i suoi limiti. Di tale Reddito beneficiano circa tre milioni di cittadini (e nel 2020 c’e stato un incremento del 25%), e’ una leva finanziaria che si pone il duplice obiettivo, di alleviare condizioni di indigenza e vivacizzare l’offerta di lavoro. Per accedere al beneficio e’ necessario che l’indicatore della propria situazione economica (ISEE) sia inferiore a €.9.360 l’anno e che comprenda un limitato possesso di beni mobili ed immobili (tranne la prima casa). Ma l’Isee si presenta sotto autocertificazione per cui andrebbe verificato anche dopo la presentazione. Nell’anno 2019 sono stati effettuati solo un migliaio di controlli sui percettori del R.d.C. mentre 22mila sono stati gli  accertamenti sul resto dei contribuenti. Quindi constatiamo che i primi sono stati molto blandi, mentre il Fisco, notoriamente tartassa intere categorie di lavoratori, in particolare autonomi ed imprese a cui non viene perdonato neanche il piccolo errore, sia pure formale.

Pertanto e’ auspicabile potenziare e indirizzare i poteri di controllo di Guardia di Finanza ed Agenzia delle Entrate, che non dovrebbero mirare ad opprimere i soggetti produttivi ma piuttosto a stanare le numerose sacche di parassitismo e di illegalita’ presenti sul territorio.