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Psicologia, i disturbi d’ansia. Come riconoscere i sintomi

Salute –  Ci sono milioni di persone che soffrono di varie forme di disturbi d’ansia.  Come riconoscere i sintomi? L’ansia è uno stato psichico di un individuo, caratterizzato da una sensazione di intensa preoccupazione o paura, spesso infondata, relativa a uno stimolo ambientale specifico, e si esprime sotto forma di stress per la persona che la vive.

Cos’è l’ansia?

Cos’è l’ansia – L’ansia rappresenta uno stato emotivo a contenuto spiacevole, associato ad una condizione di allarme e di paura che insorge in assenza di un pericolo reale e che, comunque, è sproporzionata rispetto ad eventuali stimoli scatenanti.

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Aspetti cognitivi e affettivi

Gli aspetti cognitivi che caratterizzano l’ansia sono: l’incertezza sulla natura e sulla entità dei pericoli cui l’individuo è esposto, i sentimenti soggettivi di paura e di apprensione; i segni fisiologici caratteristici di iperattività neurovegetativa, quali aumento della frequenza cardiaca, sudorazione, tensione muscolare, e le manifestazioni comportamentali di tipo mimico-espressivo e di tipo finalizzato, come l’evitamento attivo e l’evitamento passivo.

Ansia tra normalità e patologia

È difficile tracciare il confine tra normalità e patologia delle manifestazioni ansiose. In termini di adattamento possiamo considerare patologico tutto ciò che impedisce all’individuo di vivere in armonia con se stesso e con il proprio ambiente;

 Ansia fisiologica

L’uomo prova sentimenti di ansia in condizioni fisiologiche legate a stadi particolari del proprio sviluppo. L’ansia di separazione o quella mostrata dal bambino di fronte all’estraneo, come pure l’ansia che si manifesta quando l’uomo si trova ad una svolta della propria esistenza. Essa può presentarsi in situazioni particolari di minaccia per l’integrità fisica o per il ruolo sociale. Fino a che il soggetto riesce a dominare questa emozione, l’ansia può essere definita normale;  il soggetto riesce a realizzare un adattamento ottimale all’ambiente.

Ansia patologica

L’ansia diviene patologica quando il soggetto non riesce ad adeguarsi realisticamente a situazioni nuove ed impreviste, perdendo così il controllo sulle proprie emozioni e provando sentimenti di impotenza, associati ad elevati livelli di sofferenza. I disturbi d’ansia sono molto frequenti: in USA 18,6% con rapporto donne/uomini di 2:1.


 Fobie

Paura irrazionale persistente di un oggetto, un’attività o una situazione. II soggetto riconosce l’irrazionalità della paura

  1. L’esposizione all’oggetto della paura può portare ansia acuta e panico.

3 forme:

Agorafobia

Fobie specifiche: Paura marcata e persistente di oggetti o situazioni specifiche. Es.: ascensore, animali, iniezioni..

Fobia sociale: rappresenta la paura marcata e persistente in situazioni in cui il soggetto è esposto al giudizio altrui. Nei bambini è coinvolta la scuola (fobia scolare).

L’attacco di panico è la manifestazione parossistica d’ansia. La durata può variare da pochi secondi ad un massimo di un’ora, il paziente sperimenta una sensazione di impotenza, di paura, di minaccia per la propria incolumità.

Quattro tipi di sintomi: soggettivi, somatici, psicosensoriali e comportamentali

Soggettivamente il paziente vive una esperienza di estremo disagio, di malessere intenso, di catastrofe imminente, alla quale si associano modificazioni cognitive come la paura di morire, di impazzire o di perdere il controllo sulle proprie azioni; superato l’attacco, il soggetto critica queste paure.

Somatici – Il soggetto presenta sintomi cardio respiratori, vestibolari, gastrointestinali, urinari e neurologici. I sintomi cardio respiratori sono tra i più frequenti: tachicardia, dolori precordiali, talora irradiati ad un arto, sensazione di caldo o freddo, dispnea, sensazione di affogare. All’esame obiettivo si evidenziano sudorazione, tachicardia. Un sintomo frequente è la vertigine. Spesso il paziente si concentra sui propri sintomi somatici, facendosi estremamente sensibile nel discriminare le variazioni della propria attività neurovegetativa. L’aumento della sensibilità enterocettiva si associa generalmente ad una sensazione di perdita di controllo su se stessi. Attiva un circolo vizioso culminante con sentimenti di perdita di controllo e di morte imminente.

 Fenomeni psicosensoriali, come depersonalizzazione, derealizzazione, “déjà-vu”, “déjà-vecu”, metamorfopsie, ipersensibilità alla luce ed ai suoni, sono presenti in circa un terzo dei pazienti. Il paziente ha l’impressione di non riconoscere il mondo esterno, dì osservarlo come attraverso una coltre di nebbia, come in un film.

DAG

  • Ansia libera e di lunga durata
  • Non episodica (panico) né situazionale (fobie)
  • Anche segni fisici
  • Possibili sintomi depressivi