Home Spettacoli Luca Barbarossa sarà il conduttore del Concerto del Primo Maggio

Luca Barbarossa sarà il conduttore del Concerto del Primo Maggio

“Ogni anno il Primo Maggio assume significati diversi. Oggi occupazione giovanile e difesa dei diritti delle classi più deboli devono fare da antidoto alla precarietà esistenziale e all’emarginazione, che sono tra le prime responsabili di quella zona d’ombra sulla quale può fare leva ogni forma di fanatismo”.

Lo ha detto Luca Barbarossa, che sarà il conduttore dell’edizione 2016 del Concerto del Primo Maggio, il tradizionale appuntamento, promosso come sempre da Cgil, Cisl e Uil ed organizzato anche quest’anno da iCompany e Ruvido Produzioni, che dal 1990 raduna nel giorno della Festa dei Lavoratori migliaia di spettatori in una delle piazze più importanti di Roma, Piazza San Giovanni in Laterano, per 8 ore di musica.

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Luca Barbarossa condurrà per la prima volta la manifestazione, portando sul palco tutta la sua esperienza di musicista e conduttore. Barbarossa infatti, è da 7 anni alla guida del programma radiofonico di successo ‘Radio2 Social Club’, dove da sempre crea scambi musicali interessanti e vivaci tra gli artisti ospiti. Proprio per questo Luca è stato scelto per condurre il Concertone, per quella sua capacità di interagire con gli altri artisti e di coinvolgerli, una dote sicuramente importante sul palco di questo evento.

“Sono particolarmente emozionato nel tornare sul palco del Primo Maggio di Roma come conduttore- dichiara Luca Barbarossa- Da cantante so bene che scarica di adrenalina si riceve da quella piazza. È un’onda positiva in cui si fondono musica e contenuti importanti che riguardano tutti noi. Ringrazio gli organizzatori per la fiducia che mi hanno accordato”.

La conduzione di Luca Barbarossa va ad arricchire un cast composto anche quest’anno da nomi di grande prestigio, anche internazionale: gli Skunk Anansie, che sulle note dei loro inni alternative rock faranno ballare l’intera piazza; Vinicio Capossela, che presenterà in anteprima alcuni brani del disco ‘Canzoni della Cupa’, accompagnato dall’inconfondibile sound di frontiera dei Calexico; l’incontro di musiche e suoni del mondo degli Asian Dub Foundation; il balkan rock dei bosniaci Dubioza Kolektiv; il folk d’autore dei Modena City Ramblers, che si esibiranno con la Fanfara di Tirana, per una performance che si preannuncia davvero unica; il cantautorato d’avanguardia dei TheGiornalisti ed, infine, il crossover tra canzone d’autore e rap di Coez.

agenzia dire – dire.it

Il successo di Luca Barbarossa

Nel 1988 la sua popolarità aumenta, con una nuova partecipazione a Sanremo. Sul palco dell’Ariston presenta L’amore rubato, una canzone che tratta senza remore il tema della violenza sessuale, e che gli vale il terzo posto, e più avanti il primo posto in classifica. Luca ricevette in diretta televisiva i complimenti da Franca Rame e Dario Fo, che gli inviarono un telegramma. Un’altra canzone popolare èYuppies, satira sui giovani rampanti degli anni ottanta, mentre Fiorella Mannoia partecipa alla canzone Quartiere. Sul finire dell’estate del 1988, dopo aver girato l’Italia in tournée con Paola Turci, Luca si ritrova per la prima volta all’apice del vero successo, l’album Non tutti gli uomini ha infatti venduto 350.000 copie. Sempre nello stesso anno rappresenta l’Italia all’Eurovision Song Contest con Ti scrivo (Vivo). Nel 1989 esce Al di là del muro, album che contiene il singolo omonimo il cui titolo profetico anticipò di pochi mesi l’evento della caduta del muro di Berlino seppure il brano facesse riferimento alle barriere mentali. Nel disco anche una canzone dedicata a Nelson Mandela mentre Eros Ramazzotti collabora suonando la chitarra elettrica in Senza panico, canzone su un improbabile esodo apocalittico. Un altro brano da menzionare è Fine di un amore, una tra le canzoni d’amore più intense scritte dal cantautore romano.


Nel 1992 passa alla Columbia e partecipa a Sanremo, in cui trionfa con Portami a ballare, brano dedicato a sua madre Annamaria. Sia la canzone, sia l’album Cuore d’acciaio prodotto da Roberto Costa, lo proiettano nelle prime posizioni in classifica. Nel 1993 esce Vivo (titolo ispirato alla omonima canzone del 1988), un album live che è una raccolta dei suoi brani più famosi, dove regala uno spaccato dell’atmosfera che si respira quando Luca sale sul palco. Nell’estate del 1994 esce con il brano Cellai solo te, canzone sui rapporti di coppia, intrisa di ironia (a cominciare dalla grafia volutamente errata del titolo). Nell’album Le cose da salvare, prodotto da Vincenzo Mancuso, spicca la partecipazione alla chitarra di Francesco De Gregori nella canzone Ho bisogno di te, oltre alle cover di Shower the people (sciogli l’amore) di James Taylor e La canzone del sole di Lucio Battisti. Il disco contiene una traccia intitolata Cercautore, dove Luca invita gli acquirenti del suo disco a inviare un testo, indicando che avrebbe scelto i testi migliori per proporli durante i suoi concerti. Il testo prescelto e poi inciso fu Onda controvento scritto da Paolo Audino. Nel 1996 firma con la Sony Music e al Festival di Sanremo presenta Il ragazzo con la chitarra, brano di matrice country. Fa seguito l’album Sotto lo stesso cielo, contenente tra le altre Ali di cartone e Sette candele, che tratta delle persecuzioni razziali verso gli ebrei durante il fascismo. Nell’estate del 1999 pubblica Musica e Parole, canzone che prende il titolo dell’album, prodotto da Romano Musumarra pubblicizzato con il singolo Segnali di fumo, cantato in duetto con Tina Arena.