Home Attualità La scienza dietro le slot: esserne dipendenti è come dare becchime ai...

    La scienza dietro le slot: esserne dipendenti è come dare becchime ai piccioni

    Da partite più lunghe agli schermi curvi: i giocatori di slot machine sono i soggetti di un gran laboratorio di dati il cui obiettivo è quello di analizzare quali sono i migliori modi di esprimere il gusto per il gioco. E ciò deriva da una teoria psicologica esposta più di mezzo secolo fa.

    I geni sono a volte polemici. È il caso di BF Skinner, uno degli psicologi più influenti del secolo scorso. Il suo campo di ricerca è stata la psicologia comportamentale e tra i risultati interessanti cui è giunto, è emerso che il comportamento dell’uomo dipende esclusivamente da stimoli esterni, e non da comportamenti razionali o dalle emozioni. Ci stiamo riferendo all’epoca del post guerra, un tempo in cui si pensava che i media influenzavano le coscienze delle grandi masse, un branco senza volontà completamente suggestionabile. Giornali e stazioni radio erano visti come autentici veicoli di propaganda, un modello che si perpetua ancora oggi. Ma questa è un’altra storia.

    Skinner faceva esperimenti con gli animali, non nel senso fisico del termine, ma anche “mentale”. Lo psicologo ha scoperto, per esempio, che se insegnava ad un piccione a tirare una leva, il suo  ingegno si aguzzava a seconda del premio ricevuto: se non riceveva nulla, l’animale smetteva di tirare la leva, e se riceveva il premio di continuo, smetteva lo stesso perché perdeva interesse. Solo quando riceveva quel premio casualmente, si risvegliava l’interesse, e l’animale tirava la leva con maggior frequenza. Può sembrare un comportamento irrazionale, almeno in un essere il cui istinto di alimentazione e sopravvivenza dovrebbe essere prioritario rispetto a qualsiasi altro tipo di “emozioneper il gioco.

    adv

    Tale esperimento, e altri simili, spiegano le inclinazioni di menti più complesse di quelle dei piccioni (qui rientrano gli esseri umani) per il gioco, elementi estremamente utili per produttori e sviluppatori di giochi, come descritto sul blog Giochi di Slots, che ha analizzato approfonditamente le relazioni tra psicologia comportamentale e progettazione . Il settore è cambiato radicalmente negli ultimi decenni: prima le slot premiavano con un 3% di media, ora possono raggiungere soglie del 90%; prima si trattava di macchine meccaniche ora sono digitali. Il segmento sta inoltre rappresentando un grande business per l’industria del gioco grazie sia ai piccoli e occasionali giocatori, sia all’elevato numero di professionisti e dipendenti dal gioco.

    L’ingegneria delle slot machine

    Il  quotidiano The Verge ha raccolto alcune delle scoperte scientifiche sul settore delle slot machine e su come funzionano per catturare l’attenzione dei giocatori. E ovviamente, il giocatore, non è un piccione:

    adv

    Evoluzione e profitti. Dalla prima slot apparsa nel 1898 che erogava premi in una di ogni mille combinazioni, a quelle attuali, digitali e con generatori di numeri casuali è passato un sacco di tempo e le slot, da allora, hanno percorso un lungo cammino. Ora l’ingegno domina lo spirito del gioco:  l’80% della superficie dei casinò è popolato da queste macchine.

    Dati, dati, dati. Ora tutto è misurato: il database di giocatori di una delle aziende di slot leader nel mondo è valutata un miliardo di dollari. Attraverso i dati riescono a capire cos’è che tiene attivi i giocatori, cosa cattura il loro interesse e possono anche calcolare  i rischi finanziari.

    Schermi curvi, perché sì. Secondo una ricerca sul campo utilizzando i dati disponibili, gli schermi curvi delle slot attraggono tra il 30 e l’80% in più di utenti. Ma questa non è pertinenza  della matematica o della scienza in generale, ma semplicemente un valore intangibile: attraggono perché piacciono di più. E in un qualcosa tanto irrazionale come il gioco, qualunque stimolo ha importanza ( scusa Skinner )

    Non è solo questione di denaro, ma anche di tempo. Il calcolo del successo di un modello non è riconducibile solo al denaro che permette di accumulare, ma è riferito anche a ciò che rende l’utente felice (perché, alla fine, è anche fonte di denaro). E qui il tempo è la chiave: tornando alla metafora del piccione che si annoia presto, se il gioco dura troppo ( anche se si è persa una grande quantità di denaro più volte), è più divertente. Così è emerso un nuovo tipo di gioco che ha rivoluzionato il settore in breve tempo: il video poker. Coinvolgente come il gioco di carte, ma , essendo digitale, più casuale e difficilmente “trucable

    La lunga coda. Una delle teorie economiche più applicabili al digitale occupa un posto anche  in questo settore: si ricava tanto dai giocatori occasionali, che giocano poco o di tanto in tanto, sia dai grandi giocatori che investono ingenti somme in una visita nei grandi casinò.

    adv