Home Cronaca In Irpinia a Castelvetere protesta degli immigrati. Bloccata la statale

In Irpinia a Castelvetere protesta degli immigrati. Bloccata la statale

Castelvetere – Nelle Ultime ore nel comune irpino di Castelvetere una cinquantina di immigrati hanno bloccato la strada statale Sannitica, all’altezza del  palazzo comunale di Castelvenere. Il motivo del blocco stradale sarebbe stato la richiesta della cittadinanza italiana. Il blocco della statale avrebbe creato  diversi disagi alla circolazione stradale dei residenti costretti a percorsi alternativi dalle forze dell’ordine, in quanto l’arteria in questione sarebbe un punto di collegamento cruciale tra Napoli e Campobasso. Dissenso agitazione anche per i lavoratori residenti, rimasti paralizzata per il traffico. Tanti i cartelli degli immigrati, ospitati in uno dei centri della zona, con la scritta: «L’immigrazione non è un reato».  E’ su questa frase che l’Italia dovrebbe fare un passo avanti, non si può accogliere un flusso migratorio se poi non lo si sa gestire. L’immigrazione dovrebbe prevedere un’ effettiva gestione europea del problema dell’asilo, con il superamento della clausola delle convenzioni di Dublino che obbliga a presentare domanda di asilo nel primo paese sicuro di approdo. Oggi in Europa si assiste al triste fenomeno dei “dublinati”: richiedenti asilo che, sbarcati in Italia, cercano di raggiungere il Nord Europa, ma vengono intercettati e respinti verso l’Italia in quanto primo paese d’identificazione. Purtroppo l’Europa dovrebbe emanare una direttiva  organica in materia di asilo sia sulla prima fase dell’accoglienza che sulla seconda.  E’ impensabile che i richiedenti asilo vivano in una situazione di parcheggio in attesa di una burocrazia lenta. I rifugiati vivono molto spesso un percorso di integrazione sulla carta, ma in pratica questo tipo di accoglienza è inesistente. L’Italia ha previsto un discreto programma di accoglienza che è del tutto alberghiera a vantaggio dei gestori dell’immigrazione, ma non del diritto del richiedente asilo. Scarseggiano i progetti di formazione, avviamento al lavoro, integrazione nelle società locali, persino dei mezzi per raggiungere la scuola per la prima alfabetizzazione. Il destino che attende gran parte di coloro che bussano alle porte dell’Italia in cerca di asilo è fatto di incertezza sul futuro, passività, giornate vuote e senza senso, lavoro nerissimo e saltuario, ecco perchè leggiamo solo articoli di cronaca e  di rivolte. Quando il sogno italiano si scontra con la scarsa accoglienza e mala gestione del sistema immigrazione dal piccolo municipio all’ente ministero, si comprende come si perdano di vista i diritti umani. Un paese democratico e civile potrebbe alzare di più la voce nelle stanze europee.

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