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    Internet Day, 30 anni fa il primo collegamento Italiano in rete: dal CNUCE di Pisa

    Trent’anni e non sentirli. Impossibile da credere ma è già passato più di mezzo secolo da quando Internet è approdato in Italia. Per la precisione il tanto atteso compleanno si celebra il 30 Aprile e per l’occasione, già dal giorno prima, saranno in programma tanti appuntamenti ed eventi tutti all’insegna dell’hashtag #ItalianInternetDay.
    Tutto parte da un gruppo di ricercatori e tecnici del CNUCE di Pisa che per primi collegarono un computer sul territorio italiano alla rete Arpanet, il nucleo iniziale di Internet. Quel giorno si coronarono gli sforzi di lunghi anni di studio e sperimentazione sulle reti tra computer e sui collegamenti da satellite: una somma di competenze che permise all’Italia di essere la quarta nazione europea a collegarsi alla rete americana, dopo Gran Bretagna, Norvegia e Germania.
    Il CNUCE contattò Robert Kahn per chiedere ufficialmente che Pisa potesse diventare un nodo di Arpanet. Si avviano i lavori per preparare la piattaforma hardware e software, disegnata insieme allo stesso Kahn, ma ci vollero 5 anni per portare a compimento l’impresa, tra ricerche, difficoltà burocratiche ed evoluzioni tecniche. Lo stesso Kahn aiutò il CNUCE a dotarsi dell’innovativo butterfly gateway, il router necessario al collegamento, che verrà donato al CNR direttamente dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.
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    È così che il 30 aprile del 1986, partì questo semplice comando-messaggio: “Ping”. Da oltreoceano, precisamente da Roaring Creak in Pennsylvania, si rispose con un semplicissimo “Ok”. Fu quello il momento in cui l’Italia si collegò ad Arpanet per la prima volta. Il collegamento avvenne a “ben” 64KB tra la sede del Cnuce-Cnr, a Pisa, e quella di Telespazio, nella piana abruzzese del Fucino, rimbalzando attraverso il satellite Intelsat V, e da lì a Roaring Creek.
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    Venerdì 29 aprile a partire dalle ore 10, presso l’auditorium dell’Area della ricerca di Pisa del Cnr, si celebrerà tutto questo con un programma ricco di interventi pensati come una ideale timeline che, partendo dal 1986, si spinge a disegnare gli scenari futuri di Internet. Dopo i saluti istituzionali di Domenico Laforenza, direttore dell’Iit-Cnr e responsabile dell’Area Cnr di Pisa, e del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, del sindaco di Pisa Marco Filippeschi, interverranno molti ospiti, tra i quali alcuni protagonisti dell’‘epopea’ internettiana, e cioè i pionieri del Cnuce-Cnr: Luciano Lenzini, Gianfranco Capriz, Stefano Trumpy, Marco Sommani e Antonio Blasco Bonito. Per tracciare le linee dell’Internet del futuro, sono previsti gli interventi di Renato Soru, presidente di Tiscali, Roberto Sabella, direttore ricerca ed innovazione di Ericsson, Giancarlo Prati, direttore dell’Istituto di tecnologie della comunicazione, dell’informazione e della percezione della Scuola Superiore Sant’Anna, Marco Conti, direttore del Dipartimento di ingegneria, ict e tecnologie per l’energia ed i trasporti del Consiglio nazionale delle ricerche (Diitet-Cnr) e di Francesco Pavone (direttore del Lens dell’Università di Firenze). A concludere i lavori saranno gli interventi del presidente del Consiglio Matteo Renzi, del ministro Stefania Giannini e del presidente del Cnr Massimo Inguscio.
    L’Italian Internet Day diventa anche un film-documentario dal titolo “Login. Il giorno in cui l’Italia scoprì Internet”, scritto da Riccardo Luna e diretto da Alice Tomassini. Alcuni estratti del docu-film verranno mostrati al pubblico nel corso dell’evento di Pisa, mentre la versione integrale andrà in onda in prima visione la sera stessa del 29 Aprile su Rai5 alle ore 19.50.
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    Nascita del World Wide Web 

    Nel 1991 presso il CERN di Ginevra il ricercatore Tim Berners-Lee definì il protocollo HTTP (HyperText Transfer Protocol), un sistema che permette una lettura ipertestuale, non-sequenziale dei documenti, saltando da un punto all’altro mediante l’utilizzo di rimandi (link o, più propriamente, hyperlink). Il primo browser con caratteristiche simili a quelle attuali, il Mosaic, venne realizzato nel 1993. Esso rivoluzionò profondamente il modo di effettuare le ricerche e di comunicare in rete. Nacque così il World Wide Web. In particolare, il 6 agosto 1991 Berners-Lee pubblicò il primo sito web al mondo, presso il CERN, all’indirizzo http://info.cern.ch/hypertext/WWW/TheProject.html.

    Nel World Wide Web (WWW), le risorse disponibili sono organizzate secondo un sistema di librerie, o pagine, a cui si può accedere utilizzando appositi programmi detti web browser con cui è possibile navigare visualizzando file, testi, ipertesti, suoni, immagini, animazioni, filmati.

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    Il 30 aprile 1993 il CERN, l’istituzione europea dove nasce il World Wide Web, decide di rendere pubblica la tecnologia alla base del World Wide Web in modo che sia liberamente implementabile da chiunque. A questa decisione fa seguito un immediato e ampio successo del World Wide Web in ragione delle funzionalità offerte, della sua efficienza e, non ultima, della sua facilità di utilizzo. Internet crebbe in modo esponenziale, in pochi anni riuscì a cambiare la società, trasformando il modo di lavorare e relazionarsi. Nel 1998 venne introdotto il concetto di eEconomy.

    La facilità d’utilizzo connessa con l’HTTP e i browser, in coincidenza con una vasta diffusione di computer per uso anche personale, hanno aperto l’uso di Internet a una massa di milioni di persone, anche al di fuori dell’ambito strettamente informatico, con una crescita in progressione esponenziale.

    Diffusione

    Se prima del 1995 Internet era dunque relegata ad essere una rete dedicata alle comunicazioni all’interno della comunità scientifica e tra le associazioni governative e amministrative, dopo tale anno si assiste alla diffusione costante di accessi alla rete da parte di computer di utenti privati fino al boom degli anni 2000 con centinaia di milioni di computer connessi in rete in parallelo alla diffusione sempre più spinta di PC al mondo, all’aumento dei contenuti e servizi offerti dal Web e a modalità di navigazione sempre piùusabili, accessibili e user-friendly nonché a velocità di trasferimento dati a più alta velocità di trasmissione passando dalle connessioni ISDN e V.90 alle attuali e ben note connessioni a banda larga tramite sistemi DSL. Questa è la situazione di diffusione di Internet nel mondo occidentale: nel secondo e terzo mondo il tasso di penetrazione della Rete è ovviamente inferiore, ma in continua crescita grazie al progressivo riammodernamento delle infrastrutture di reti di telecomunicazioni presenti.

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