Home Cronaca Infermiera killer narcotizzava il figlio undicenne

Infermiera killer narcotizzava il figlio undicenne

 

Più di 50 le cartelle cliniche che gli uomini dei carabinieri di Saronno hanno sequestrato nell’ambito dell’inchiesta relativa all’arresto dell’infermiera killer e del suo amante. Quest’ultimo, Leonardo Cazzaniga era medico anestesista dell’ospedale Di Saranno, ambiente nel quale aveva intrapreso l’amore malato con Laura Toroni. Dagli atti della Procura è emerso come la donna stesse escogitando di uccidere il cugino acquisito reo di ricevere il mantenimento dall’ex moglie. “Se un giorno venisse giù in ospedale da noi…Trac! – afferma la Taroni in un’intercettazione – Tra il chiaro e lo scuro, gli è venuto un infartaccio”. La donna ride. L’intercettazione risale al 29 febbraio 2015 ed è una “ambientale” rilevata a bordo di una auto. “I due indagati – annotano i pm nella richiesta d’arresto – parlano dell’omicidio come un modo per risolvere tutte le situazioni con disarmante tranquillità”.

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Le parole più inquietanti, però, giungono da casa Taroni dove la donna si relaziona al figlio undicenne in modo aggressivo e inusuale per una “madre”. L’infermiera, infatti, era solita somministrare dosi pesanti di farmaci, tanto che il ragazzino a un certo punto le aveva chiesto di abbassargli la dose. Dalle intercettazioni si capisce che i due amanti diabolici facevano prendere al piccolo una pasticca e alcune gocce. Il bimbo, preoccupato, chiede il motivo. “Prima la pastiglia e poi le gocce”, gli dice la mamma. E lui: “Pure le gocce?”. Cazzaniga gli risponde: “Eh sì. Alla pastiglia ormai ti sei assuefatto”. Cazzaniga gli spiega cosa significhi e il bambino, la mattina dopo, chiede alla madre di dargli meno farmaci: “Non riuscivo neanche ad alzarmi dal letto. Potresti fare meno gocce?”.

Sul caso è intervenuta anche il Ministro della salute Lorenzin la quale ha dichiarato “Sono necessarie verifiche, ma non è un caso di malasanità”.