Home Politica Governo nel caos. Di Maio a Salvini: “votiamo a giugno”

Governo nel caos. Di Maio a Salvini: “votiamo a giugno”

ROMA – “A questo punto per me non c’è altra soluzione, bisogna tornare al voto il prima possibile, poi ovviamente deciderà il Presidente Mattarella. E tutti parlano di inserire un ballottaggio nella legge elettorale ma il ballottaggio sono le prossime elezioni.

Quindi oggi dico a Salvini, andiamo insieme a chiedere di andare a votare e facciamo questo secondo turno a giugno. Visto che i partiti hanno paura del cambiamento allora facciamo scegliere i cittadini tra rivoluzione e restaurazione: E’ vergognosa la maniera in cui tutti i partiti stanno pensando al proprio orticello e ai loro interessi di parte“. E’ questo l’attacco che Luigi di Maio, capo politico del M5S, lancia in un video su Facebook il giorno dopo la chiusura di Matteo Renzi all’ipotesi di un governo Pd-M5S.

“In ogni caso, visto che abbiamo ottenuto un risultato straordinario ma non la maggioranza assoluta dei seggi, ci siamo rivolti alle forze politiche per far partire un governo di cambiamento su base di un contratto. Non ho mai pensato sarebbe stato facile ma non avrei mai immaginato che sarebbe stato impossibile”, aggiunge.

Di Maio attacca “gli altri partiti” che “non sono nemmeno venuti al tavolo per confrontarsi sui temi, pensano solo alle loro poltrone. Salvini ha preferito gli interessi di un condannato incandidabile a quelli degli italiani. Gli ho parlato in modo sincero, a cuore aperto, gli ho detto ‘sediamoci e troviamo una quadra, mettiamo nel contratto i punti in comune e facciamo partire un governo che faccia partire il Paese’: niente”.

CONTRATTO CON PD ERA ULTIMA COSA CHE AVREMMO VOLUTO

Un contratto di governo con il PD era l’ultima cosa che avremmo voluto fare, ma questa legge scritta da loro ci imponeva di trovare una soluzione per gli italiani e avevamo deciso di seguire un metodo”.

Il PD nel suo programma scrive delle cose e poi ne fa altre. Nel 2013 non c’era l’abolizione dell’articolo 18, la devastazione della scuola, la riforma costituzionale, tantomeno il salvataggio di Banca Etruria. Non aveva nulla di tutto questo eppure l’hanno fatto. Per questo volevo vincolare il PD al programma che ha raccontato agli elettori, facendogli firmare un bel contratto davanti a tutti gli italiani”.

“Il Pd aveva subito una clamorosa batosta alle elezioni precipitando al suo minimo storico, al di sotto del 19%. Qualcosa sembrava stesse iniziando a capirlo, infatti aveva messo da parte Renzi relegandolo a senatore semplice come lui stesso si era definito”.

Ieri sera l’abbiamo visto addirittura di proporre una riforma costituzionale dopo che gli italiani hanno già bocciato un anno fa dopo il 4 marzo. Con la mazzata presa sembrava che iniziasse a capire i suoi errori. Sembrava, perchè ieri è andato da Fazio in TV e anziché chiedere umilmente scusa per i danni fatti ha attaccato me e il MoVimento 5 Stelle, chiudendo a qualsiasi ipotesi di contratto e difendendo ancora una volta il suo governo”, termina Di Maio. #dire.it