Home Cronaca Fortuna Loffredo – Arriva in aula la perizia del medico legale

Fortuna Loffredo – Arriva in aula la perizia del medico legale

NAPOLI – “La piccola Fortuna Loffredo fu lanciata senza ombre di dubbio da un’altezza superiore a quella dieci metri. Nell’impatto la bambina cadde con la schiena rivolta al suolo riportando fratture in più parti del corpo”. Queste le prime parole del medico legale Nicola Balzano che nella giornata di oggi, mercoledì 30 novembre ha deposto in aula come teste, davanti alla quinta sezione della Corte d’Assise al processo per l’omicidio della piccola Fortuna Loffredo avvenuto a Caivano (NAPOLI) nel quartiere del Parco Verde. Diverse sono state le affermazioni esposte dal medico legale. Egli, infatti, ha asserito più volte durante il processo che la bambina era sicuramente viva e cosciente quando fu lanciata nel vuoto. Inoltre il dottor Balzano ha anche spiegato il perché della mancanza di rinvenimento delle tracce di sangue e di quelle organiche sul corpo steso a terra. “Nei corpi che precipitano da altezze notevoli – ha dichiarato Nicola Balzano – ciò che si riscontra sono le forti lesioni ed emorragie interne agli organi e non le lesioni esterne”.

Il medico legale è passato poi ad analizzare la sfera intima della bambina. Stando a quanto riferito, infatti, dal dottore che ha partecipato alla perizia ginecologica effettuata sul corpicino della piccola fortuna, la bimba è stata vittima di abusi sessuali reiterati nel tempo. A queste parole, però, non ha assistito la mamma della piccolina, Mimma Guardato, la quale non appena si è toccato la sfera sessuale e la ricostruzione dell’omicidio è scappata fuori dall’aula del tribunale. Ad ascoltare, invece, dietre le sbarre il presunto violentatore e omicida della piccola, Raimondo “Titò” Caputo, ex convivente di Marianna Fabozzi (anche lei imputata) madre delle tre bambine che lo hanno accusato di stupro e di essere il killer di “Chicca”.

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Il giudice ha, infine, ascoltato due carabinieri: un vice brigadiere che cercò per primo la scarpetta che mancava ai piedi della bimba dopo l’impatto; ed il tenente Luigi Carriero, che coordinò le prime indagini essendo a quei tempi responsabile del nucleo operativo della compagnia di Casoria.