Home Scienza e Tech Nasce Facebook Journalism Project, ecco come il social diventa giornalismo

Nasce Facebook Journalism Project, ecco come il social diventa giornalismo

Facebook, il più famoso social network presente nei nostri smartphone e nei nostri personal computer, ha annunciato da pochissimo The Facebook Journalism Project; forse per chiarire meglio la sua posizione nel mondo dell’informazione, o forse per aprirsi ad un nuovo mercato in realtà ancora sconosciuto: quello del giornalismo.

Tre sono i pilastri fondamentali di Facebook Journalism Project. Il primo riguarda la collaborazione con gli editori, al fine di: sviluppare nuovi formati per permettere agli utenti di pubblicare delle instant articles, permettendo anche di inserire in un solo post diversi contenuti (tutto ciò dietro pagamento di una sottoscrizione per la consultazione delle notizie); di fornire migliori soluzioni tecniche agli editori; di sostenere il giornalismo locale.

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Il secondo ha a che fare con la formazione: l’idea è fornire agli utenti una serie di strumenti e di corsi online (specifici per i giornalisti). In questo secondo punto è da evidenziare la partnership che Facebook intende stringere con Poynter, ovvero la più importante scuola di giornalismo americana, al fine di certificare i corsi offerti. Il terzo pilastro mette in primo piano gli stessi utenti: Facebook metterà a loro disposizione del materiale educativo, per permettergli di scegliere le notizie, evitando così le ‘bufale’, ed alfabetizzando così il settore stesso delle notizie.

Possiamo quindi parlare di un triplice tentativo da parte della multinazionale, leader nel settore dei social network; da una parte sembra palese il desiderio di voler diventare una sempre più affermata fonte di informazione, da un’altra sembrerebbe voler formare una nuova generazione di giornalisti freelance, da un’altra ancora vi è un tentativo di formazione dello stesso pubblico.

Altra novità che trapela dalla gestione manageriale della multinazionale è l’inserimento, all’interno di filmati di lunga durata, di un’ulteriore spot pubblicitario, in aggiunta a quello iniziale. Ovviamente redditizio per Facebook, che con lo spot aggiuntivo farà ‘cassa’, ma solo di solo disturbo per gli utenti.

Fabiana G.