Home Cronaca Ex Isochimica: processo e commissione parlamentare

Ex Isochimica: processo e commissione parlamentare

Iniziato nella maxi aula allestita al Centro sociale Samantha Della Porta il processo per la fabbrica dei veleni che vede 29 indagati tra cui l’attuale sindaco di Avellino. Paolo Foti, il predecessore Giuseppe Galasso, il proprietario di Isochimica Elio Graziano, Vincenzo Izzo e Pasquale De Luca,responsabili della sicurezza dell’azienda; i funzionari di Ferrovie dello Stato Aldo Serio, Giovanni Notarangelo, Mauro Finocchi e Silvano Caroti. Questi si dovranno difendere da varie accuse che vanno dal disastro colposo, all’omicidio plurimo coloso, al disastro ambientale, lesioni, falso in atto pubblico e abuso d’ufficio.Duecentotrentasette gli operai direttamente coinvolti,sui trecento che hanno prestato servizio in azienda, di cui dieci deceduti, che si sono ammalati di asbestosi e che ora chiedono un trattamento di prepensionamento per dedicarsi alle cure con tranquillita’.Nella prossima udienza prevista per il dieci novembre i piemme Elia Taddeo, Roberto Patscot potranno avanzare le richieste di rinvio a giudizio o”non luogo a procedere” per alcune posizioni.

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E’opportuno fare un breve excursus di storia dell’Isochimica,fabbrica che nei primi anni ottanta scoibentava le carrozze ferroviarie dall’amianto che vi era contenuto.Dalle indagini condotte dagli inquirenti risulta che i dipendenti lavoravano a mani nude e privi di mascherine di protezione, che sarebbero state sotterrate negli anni ventimila tonnellate di amianto nel piazzale della fabbrica mentre le scorie sarebbero state chiuse in cubi di cemento, sistemate in sacchi neri e sversate nelle acque del fiume Sabato o addirittura nel mare della costiera amalfitana.
Il processo in corso dovra’ quindi chiarire i diversi gradi di responsabilita’di enti e istituzioni coinvolte, in primis le Ferrovie dello Stato che dettero in concessione ai privati il lavoro di scoibentazione delle carrozze. Poiche’il materiale tossico e’ stazionato in zona per trenta lunghi anni bisognera’ focalizzare l’attenzione su quali effetti abbia potuto arrecare oltre che ai dipendenti anche alla popolazione del rione Ferrovia, quartiere popoloso posto a sudest della citta’ed all’habitat circostante. Per cui si profila un vero e proprio disastro ambientale (ricordiamo tristemente che l’asbestosi ha un periodo d’ incubazione lunghissimo, anche trent’anni prima di manifestare i suoi effetti).

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A meta’settimana si e’ avuta a tal proposito la visita in citta’della Bicamerale d’inchiesta che ha effettuato un sopralluogo alla “fabbrica dei veleni”.Vi partecipavano, debitamente coperti da tute protettive, i componenti della Commissione ecomafie, una delegazione composta da Miriam Nugnes, Giovanna Palma e i due deputati Giuseppe De Mita e Angelo D’Agostino, guidati dal Presidente Alessandro Bratti. Lo scopo era di verificare lo stato di avanzamento delle operazioni di bonifica. Il presidente Bratti si e’ mostrato soddisfatto della messa in sicurezza della struttura; il passo successivo dovra’ essere la bonifica del territorio. Anche se la commissione e’ rimasta turbata dalla documentazione che dimostra lo stato in cui 450 mc. di cemento e amianto siano stati lasciati decantare per troppo tempo. Per la bonifica e’ richiesta una spesa di almeno 10 milioni di euro. A tale spesa dovra’pensare la Regione, a meno che non si possa inserire la vicenda Isochimica nel piu’ corposo stanziamento governativo (circa 450 milioni) destinati alle bonifiche da inquinamento (vedi Terra dei Fuochi in primis)della Campania.

Dario Alvino