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Centenario della nascita di Salvatore Fiume

Salvatore Fiume è fra i maggiori artisti d’arte sacra cristiana del Ventesimo Secolo, grande maestro del colore con toni metafisici e surrealisti nell’“arte profana”.

L’artista d’origine siciliana prende nella propria pittura tutta l’arte figurativa italiana, dal Trecento al Novecento; così la sua cifra stilistica diviene unica ed inconfondibile.

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Dalle sue opere si riconosce l’interesse e l’ammirazione per la Pittura Rinascimentale, particolarmente di Paolo Uccello e, principalmente, di Piero della Francesca, che è identificabile soprattutto nella sua produzione dal 1948 al 1953, che ha un’elevata qualità pittorica.

Le opere dagli anni Ottanta (del Novecento) in poi sono caratterizzate dalle tonalità cromatiche forti  ed accese, queste opere mostrano temi fantastici; atmosfere magiche, metafisiche e surrealiste; oltre ad odalische e scene esotiche. Secondo alcuni critici d’arte Salvatore Fiume è “un anticonformista del Novecento”, cioè un “artista volutamente oltre le mode, deliberatamente concentrato sulla propria ricerca” stilistico pittorica. Salvatore Fiume è certamente fra i maggiori artisti d’arte religiosa cristiana del secolo scorso, realizzando una produzione che ha le radici nella grande tradizione pittorica italiana.

Essendo un fervente cattolico le sue opere a carattere religioso trasmettono la luce della fede, grazie al loro elemento teologico, che apre il cammino verso la conoscenza e la relazione con Dio Padre. L’opera sacra di Fiume mostra l’assimilazione compiuta alla Divina Rivelazione, divenendo così per l’osservatore un mezzo spirituale, ascetico e mistico. I suoi manufatti d’arte religiosa stimolano coloro che li osservano a sentimenti spirituali verso la conoscenza di Dio e della sua Rivelazione.

Fra i suoi soggetti e temi preferiti ci sono: città e isole di statue (1947-1977), arte sacra cristiana (1954-1995), tradizioni spagnole e paesaggi spagnoli (a firma Francisco Queyo 1947-1948), ciclo metafisico (1946-1950), ciclo spagnolo (1960-1983), tori e centauri (1949-1986),  Susanna e i vecchioni (1967-1980), ciclo “Beat” (1959-1968), donne tori e galli (1956-1995), ninfa e Fauno (1960-1992), ritratti (1929-1994), sassi e graffiti (1973-1977), ciclo giapponese (1969-1994), ciclo balinese (1971-1985), ciclo degli influssi geometrici (1950-1987), affreschi (1986-1987), ciclo delle Ipotesi (18 dipinti 1983-1989), ciclo dei reperti archeologici (1992-1994) .

Fra le tecniche adoperate da Salvatore Fiume: l’olio, la china, i pennarelli, le matite, le penne, gli acquarelli e le tempere. Il suo lavoro scultoreo comprende opere realizzate in pietra, bronzo, resina, legno e ceramica. Salvatore Fiume nella sua attività artistica si dedicò anche al teatro, alla letteratura e alla poesia: pubblicò quattro romanzi, numerosi racconti, nove commedie, una tragedia e due raccolte di poesie.


Mostre per la celebrazione del centenario

 Centenario della nascita di Salvatore Fiume antologica”

Da giovedì 16 aprile a sabato 23 maggio 2015 la mostra  presso la galleria “Arte Santerasmo” di Milano proporrà  i temi più conosciuti ed apprezzati della produzione di Salvatore Fiume. La mostra espone 20 fra dipinti, disegni e sculture che ne ripercorrono la produzione artistica lungo un arco di 60 anni, dagli Anni Quaranta agli Anni Novanta.

Fiume scenografo alla Scala”

Lunedì 20 aprile si chiuderà la mostra “Fiume scenografo alla Scala” presso il Museo Teatrale alla Scala di Milano, che espone i 10 bozzetti disegnati per questo teatro fra il 1952 e il 1967, propone anche 4 suoi bozzetti del 1992 per una Carmen di Bizet (mai realizzata), in oltre espone alcuni dipinti di Salvatore Fiume, provenienti dalla collezione dei figli Luciano e Laura. Questa mostra sta riscontrando un notevole successo.

Fiume in Vaticano”

Settembre 2015, Città del Vaticano, nella sezione di Arte Moderna dei Musei Vaticani, lungo il percorso che conduce alla Cappella Sistina, verranno aperte due sale dedicate a una selezione delle 33 opere dalla Collezione Vaticana di Salvatore Fiume.

 Salvatore Fiume: L’Italia dei miti (le grandi opere 1950-1960)”

Da mercoledì 2 dicembre 2015 a mercoledì 6 gennaio 2016 presso la Reggia di Monza (Ala del Serrone) ove saranno esposti 10 dipinti in stile neo-quattrocentesco, eseguiti negli anni 1949-1952 da Fiume, oltre al grande dipinto “Italia mitica” (15m x 3m) del 1950.

Brevi note biografiche

Salvatore Fiume è stato un personaggio poliedrico, si è occupato di pittura, scultura, architettura, scenografia e letteratura. Nacque a Comiso (RG), in Sicilia, il 23 ottobre 1915. Dopo gli studi ad Urbino (1931) e a Milano (1936), nel 1938, si trasferì ad Ivrea (TO), dove divenne art director della rivista “Tecnica e organizzazione”. Nel 1943 pubblicò il romanzo “Viva Gioconda!”. Esordisce nel 1946 con due mostre ove si presenta con lo pseudonimo Francisco Queyo.

La sua prima mostra personale è del 1949, con le opere “Isole di statue” e “Città di statue” (a carattere metafisico) ottenne critiche positive. Nel 1950 fu invitato alla Biennale Internazionale d’arte di Venezia dove espose il trittico “Isola di statue” (opera metafisica ora esposta ai Musei Vaticani). Nel 1952 la sua prima esperienza come scenografo per il Teatro alla Scala di Milano. Cento suoi dipinti fanno un tour espositivo in alcuni musei tedeschi nel 1962.  Nel 1967 eseguì il bozzetto per il grande mosaico nella Basilica dell’Annunciazione a Nazareth in Terra Santa. Si reca nella Valle di Babile, in Etiopia nel 1973.

La sua prima mostra come scultore fu realizzata nel 1976 alla “Galleria l’Isola” di Milano (anche se le sue prime sculture son degli anni quaranta). Nel 1988 l’Università di Palermo gli conferisce la laurea ad honorem in Lettere Moderne, come riconoscimento per la sua attività di narratore, poeta e drammaturgo. Nel 1993 Fiume visitò i luoghi di Gauguin in Polinesia. Salvatore Fiume morì a Milano il 3 giugno 1997. Le sue opere sono esposte nei più importanti musei del pianeta, oltre che in chiese e luoghi di culto cristiani.