Home Cronaca Bus della morte – Nuovo video sulla dinamica dell’incidente di Monteforte Irpino

Bus della morte – Nuovo video sulla dinamica dell’incidente di Monteforte Irpino

Si torna parlare del “bus della morte” sulle cronache nazionali. Infatti, L’autobus che precipitò il 28 luglio del 2013 dal viadotto di Acqualonga dell’A16 all’altezza di Monteforte Irpino potrebbe esser stato ostacolato da qualcosa presente sulla gareggiata. E più in particolare, il legale che difende Gennaro Lametta proprietario dell’autobus e fratello dell’autista deceduto insieme ad altre 40 persone nell’impatto, avrebbe fatto voce di un video. Questo, presentato durante il processo in corso ad Avellino riprende due auto, una trainante l’altra così come riportato sul sito tgcom24 e sul quale è possibile visionare il video.

Nella perizia, invece, commissionata dalla Procura a una equipe di esperti di fama nazionale è emerso che la barriera protettiva del viadotto cedette all’impatto con il bus perché i tirafondi, vale a dire i bulloni che fissano al suolo la barriera, erano vistosamente usurati dal tempo. Ma secondo i pm, invece, non furono solo le barriere a provocare il disastro. Il veicolo su cui viaggiava la comitiva di ritorno dal Santuario di Padre Pio non era stato revisionato e aveva percorso 800mila chilometri. La stessa perizia ha anche accertato che il bus, percorrendo il tratto in discesa in direzione Napoli, ebbe un guasto all’impianto frenante. L’autista, Ciro Lametta, morto nell’incidente, tentò di rallentare la corsa senza controllo dell’automezzo accostandosi alle barriere protettive del viadotto, che non tennero all’urto. La Polizia Stradale su commissione della Procura di Avellino ha realizzato nei mesi scorsi un video inerente alla ricostruzione dei fatti proiettato durante una delle udienze celebrate davanti al Gup del Tribunale di Avellino Giovanfrancesco Fiore. Quest’ultimo sarà chiamato anche a decidere sul rinvio a giudizio di quindici imputati. Saranno giudicati, tra gli altri, i vertici della società Autostrade per l’Italia che, secondo i risultati dell’inchiesta della Procura di Avellino – coordinata dal procuratore Rosario Cantelmo, e dai sostituti Cecilia Annecchini e Armando Del Bene – «avevano l’obbligo giuridico di impedire il gravissimo incidente stradale».