Home Cronaca Berlino – E’ caccia all’attentatore Anis Amri

Berlino – E’ caccia all’attentatore Anis Amri

BERLINO – Continuano in modo incessante le ricerche del ventiquattrenne tunisino Anis Amri ritenuto il responsabile dell’attentato verificatosi a Berlino. L’attacco registratosi nel cuore dei mercatini di Natale e rivendicato dall’Isis ha coinvolto tra le vittime anche un giovane italiana.

Al momento è, quindi, caccia aperta al tunisino in tutta la Germania. Il ministro dell’interno tedesco, Thomas de Maizière, ha annunciato che è stato emesso un mandato di cattura per tutta l’area Schengen, nei confronti «di un nuovo sospettato, non necessariamente il colpevole», ma sul quale ci sono pochi dubbi.  Sempre la polizia ha offerto una taglia di 100mila euro per chiunque fornisca informazioni che portino alla cattura del 24enne tunisino Anis Amri, ricercato per l’attentato di lunedì a Berlino. Nel frattempo sono state diffuse foto del giovane, di media altezza e peso, con i capelli neri e gli occhi castani. Per la polizia, Anis Amri, il 24enne tunisino ricercato per l’attentato di Berlino, è «armato e pericoloso».

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Anis Amri era arrivato in Germania passando per l’Italia. Lo sbarco a Lampedusa, poi 4 anni di carcere in Sicilia per aver dato fuoco a una scuola. “Si era forse radicalizzato nel carcere italiano dopo che aveva lasciato la Tunisia”, ha detto alla Bild Abdelkader Amri, uno dei suoi fratelli rintracciato in Tunisia. Nel 2015 sparì, fu fermato dalla polizia tedesca il 30 luglio scorso a Friburgo con una carta d’identità italiana falsa. Per i servizi tedeschi era “pericoloso” e sospettato di preparare attentati in Germania. Doveva essere espulso, ma dalla Tunisia non arrivavano i documenti necessari per il riconoscimento. Dallo scorso mese aveva fatto perdere nuovamente le sue tracce.

Amri è riuscito, quindi, a fuggire dopo la strage. A finire nel mirino, così, sono ora le autorità tedesche, sotto accusa perché erano al corrente del fatto che l’uomo, a cui era stata respinta la richiesta di asilo, era stato identificato come un islamista potenzialmente pericoloso, tanto che era stato sorvegliato fino allo scorso settembre