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Accoglienza Avellino, dipendenti Inopera senza lavoro, abbandonati dai sindacati

Caso INOPERA: dopo la questione accoglienza migranti, l'amarezza dei lavoratori abbandonati dai sindacati

Avellino – Si è tenuto questa mattina davanti alla prefettura un Sit-in pacifico dei dipendenti della cooperativa sociale Inopera, gestore dell’accoglienza immigrati ad Avellino.  Una protesta che coinvolge circa 47 operatori e 39 fornitori che avanzano stipendi e crediti da dicembre. La cooperativa Inopera gestiva ad Avellino 4 strutture, tra Ospedaletto, Monteforte e Pratola Serra. Gli scorsi mesi Inopera era stata coinvolta dal sequestro preventivo della Procura della Repubblica di Avellino da quel giorno i lavoratori con un contratto a tempo indeterminato, non hanno più lavorato. La cooperativa ad oggi avanza un credito dalla Prefettura di circa un milione e mezzo di euro, credito che servirebbe a pagare gli stipendi e i fornitori.

Cosa è successo?

L’indagine della procura finita sulle pagine locali e nazionali ha portato alla chiusura dei 4 centri d’accoglienza immigrati, dopo il caso denunciato dalla CGIL di Avellino il nulla. I lavaroratori a tempo indeterminato sono stati abbandonati a loro stessi. Un caso che ha necessariemente dei risvolti da chiarire.

“Due pesi e due misure”  sono stati pagati dalla Prefettura solo i poket money dei 267 ospiti presenti nelle 4 strutture, mentre degli stipendi agli operatori nemmeno una traccia. Un padre di famiglia dipendente di Inopera racconta: “Ci avevano garantiti che saremmo stati riassorbiti dalle nuove cooperative che subentravano nella gestione dell’accoglienza, ma dal 20 febbaraio non abbiamo avuto nessun contatto. I sindacati sono scomparsi, hanno prima montato il caso e poi sono spariti. Noi lavoratori chiediamo che ci venga riconosciuto il nostro diritto, avanziamo ognuno di noi  circa 5000 euro più le spese del TFR.”

Un pò di numeri – Attualmente 47 dipendenti Inopera avanzano 5000 euro di stipendi ognuno, 39 fornitori vantano dai 30.000 euro a 120.000 euro di credito per i servizi offerti, dal servizio mensa alla lavanderia fino al servio di pulizia per circa 9.000 euro di arretrati. Lavoratori della provincia di Avellino, lasciati soli dopo il Caso Inopera, abbandonati all’indifferenza.

Il diritto

Voci e toni di protesta,  per un riconoscimento legittimo di un diritto tutelato da un contratto a tempo indeterminato svanito nel nulla. Voci di lavoratori onesti che ribadiscono la loro serietà nella gestione dell’accoglienza. Umanità e professionalità, che non hanno nulla a che vedere con maltattamenti degli ospiti, che venivano seguiti 24h no stop dagli operatori in turno. “Le proteste degli ospiti erano legate ai mancati pagamenti puntuali dei poket money, che hanno smesso di ricevere da quando sono stati sospesi i pagamenti della Prefettura verso INOPERA. Noi siamo ancora in contatto con i nostri ospiti che ci hanno riferito, che la nuova gestione subentrata a Inopera, non ha  tutto il personale in organico come lo prevedeva la nostra cooperativa”. Così chiude la testimonianza Carmine l’ex dipendente di Inopera.

I fornitori

Abbiamo fatturato alla cooperativa i servizi offerti come da contratto a Inopera e sostenuto i costi di gestione , oggi siamo costretto a licenziare i dipendenti della nostra attività ristorativa dopo la triste vicenda  che ci ha coinvolto, non abbiamo avuto nessun riscontro dai Nas.  Oggi non lavoriamo a causa dei  crediti importanti che avanziamo dalla Prefettura, una boccata di ossigeno che salverebbe la nostra attività.”

Dopo il Caso Inopera, chi doveva tutelare i lavoratori scompare nel nulla e a farsi sentire sono gli operatori stessi.  Il sit in ricevuto in Prefettura dal vice prefetto Amabile, è stato rassicurato in una possibile svolta entro la fine del mese, per poter sbloccare i primi stipendi. Intanto il problema dell’accoglienza immigrati ad Avellino resta; da dicembre l’ultimo bando per l’affidamento, ancora non vede una nuova nomina dei gestori dell’accolgienza per circa 1200  immigrati, con il rischio che con i primi caldi, Avellino dovrà affrontare una nuova emergenza, senza aver risolto alle vecchie inottemperanze.Una questione calda che vede coinvolti lavoratori e immigrati trattati con due pesi e due misure, vedremo nei prossimi giorni come si evolverà la vicenda.

 

 

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