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Voucher 2.0: si prova a far ripartire i buoni lavoro. Sarà la volta buona?

Dapprima messi in discussione, poi da sottoporre a referendum e reintrodotti con emendamento approvato in Commissione Bilancio, i Voucher riprenderanno vigore con nuova regolamentazione. Le nuove prestazioni occasionali, appunto ribattezzate con l’acronimo di PrestO, prevedono iscrizione all’Inps, tramite piattaforma telematica, sia da parte del datore di lavoro che da parte di coloro che ne usufruiscono.

E’ stato introdotto il Libretto di Famiglia perche’ potranno essere ricoperti i lavori domestici, di giardinaggio, di pulizia, di assistenza domiciliare a bambini ed anziani e l’insegnamento privato supplementare. Ma ne potranno usufruire anche le imprese fino a cinque dipendenti, purche‘ non operanti nel settore edile; non si acquisteranno piu’ alle rivendite di Tabacchi ma tramite registrazione al sito dell’Inps ed avranno un tetto di cinquemila euro all’anno sia per datore di lavoro che per il lavoratore (il quale ultimo avra’ un limite di 2.500 euro con lo steso datore; tale soglia si eleva a 6.500 se ad usufruirne sara’ un pensionato, giovani studenti under 25 oppure disoccupati o fruitori di reddito di sostegno).

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Riguardo agli importi, i nuovi voucher saliranno dai 7,5 euro  10 euro, cui si sommano due euro di contributi ed assistenza Inail. Con l’iscrizione tramite Inps si eviteranno gli accaparramenti di numerosi titoli in  quanto sara’ tutto monitorato dal portale telematico. Il datore di lavoro prenotera’ i voucher che potranno essere disdetti telematicamente fino ad un’ora prima del loro utilizzo. La durata del prestazione non potra’ essere inferiore alle quattro ore cosi’ che il compenso minimo sara’ di 36 euro giornalieri. La normativa dei nuovi buoni regola le coperture assicurative e previdenziali come versamenti di contributi alla gestione separata e prevede il diritto al riposo settimanale e alle pause.

Critiche al provvedimento sono arrivate dalla Cgil, tramite la Camusso, che giudica i buoni lavoro, al pari dei vecchi voucher, forme di occupazione precarie, non veri contratti di lavoro; tra le forze politiche contrari i bersaniani di Mdp, Movimento Cinque Stelle e Sinistra Italiana. La proposta di legge e’ passata con 19 si e 6 no, ora andra’ approvata dal Senato entro il termine del 24 giugno, a pena di decadenza.

Con la stagnazione esistente in campo lavorativo, con la disoccupazione giovanile che al Sud sfiora il 50%, non comprendiamo come si continui ad ostacolare il varo di una provvedimento del genere. Se lo Stato non e’ in grado di creare, anche per la contingente situazione economica, posti di lavoro stabili, almeno si favoriscano quelle occasionali che possano invogliare i giovani a restare e creare sviluppo nel loro Paese.

La speculazione politica, sempre in agguato, una volta constatati i limiti dei voucher, ha pensato o all’abolizione degli stessi oppure alla consultazione referendaria in merito. Nessuno ha pensato che l’uso distorto dei voucher poteva essere superato con dei correttivi, come inibendone l’uso a determinate categorie (edilizia) e punendo chi ne faceva incetta e abuso, per fini speculativi. Ma evidentemente in Italia applicare giuste sanzioni ai sovvertitori delle regole, risulta impresa ardua, mentre penalizzare la collettivita’ riesce piu’ facile e naturale. E’ questa l’ennesima dimostrazione della difficolta’ di applicare diritti e disciplina nel Belpaese!

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