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Sei nottambulo e dormi poco? Allora potresti essere affetto dal ‘gene dei gufi’

Scoperto “Gene dei gufi”. Andare a letto tardi? Colpa di una mutazione genetica

Vai a dormire a tardi e non hai voglia di svegliarti la mattina? Tranquillo, non è colpa tua, ma della genetica. Potresti avere nel DNA, un particolare gene, il ‘CRY1’, chiamato simpaticamente “il gene dei gufi“, il quale tende a rallentare l’orologio biologico del nostro organismo. In che maniera? Spostando in avanti il ciclo del sonno/veglia.

E’ quanto emerge da uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Cell, condotto dalla Rockefeller University,  tra le più importanti università statunitensi in ambito di ricerca medica e scientifica. I ricercatori hanno individuato una mutazione genetica presente nel gene CRY1. Una mutazione che in un certo senso può cambiare la vita, infatti negli Stati Uniti è considerato come un vero e proprio problema fisico, definito ‘Disturbo della fase del sonno ritardato’.

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Disturbo del sonno: Scoperto il ‘gene dei gufi’ di chi va sempre a letto tardi

Lo studio ha preso in esame una trentina di volontari, i quali sono stati chiusi per due settimane all’interno di un laboratorio. Gli stessi durante l’esperimento non hanno potuto interagire con l’esterno, non hanno ricevuto informazioni, e non hanno avuto modo di controllare gli orari. Per l’intero giorno tutti i soggetti si regolavano attraverso il proprio orologio biologico. Mangiare, dormire, svegliarsi, riposarsi, dipendeva esclusivamente dai ritmi naturali di ogni soggetto.

A conclusione del test i ricercatori analizzando i dati hanno scoperto come tutti i volontari avessero mantenuto un ciclo sonno-veglia e orario dei pasti regolari, mentre due soggetti, (ai quali precedentemente era stato diagnosticato il disturbo della fase del sonno), tendevano ad addormentarsi e svegliarsi in maniera del tutto sbilanciata. Analizzando il loro DNA i ricercatori hanno trovato la mutazione a carico del gene ‘CRY1’, già noto per la sua influenza sui ritmi sonno/veglia (circadiani) dell’organismo.

Gli esperti hanno quindi consultato database genetici e hanno trovato altri individui portatori della stessa mutazione, calcolando così che questa è piuttosto frequente, presente nel DNA di una persona ogni 75. Le prossime ricerche verteranno sul capire cosa comporta avere ‘CRY1’ difettoso. In futuro tali studi potrebbero portare a nuove indicazioni terapeutiche per coloro che, non riuscendo ad addormentarsi presto la sera e dovendosi svegliare presto, sono perennemente in debito di sonno.

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