Home Cronaca Suicidio Assistito in Svizzera, indagati Mina Welby e Cappato

Suicidio Assistito in Svizzera, indagati Mina Welby e Cappato

Suicidio assistito, per chi non conoscesse il significato di questo binomio è il caso di chiarire di cosa stiamo parlando e del perché questa pratica è diventata oggetto di ampia ed aspra discussione in questi giorni. Il suicidio assistito è l’aiuto medico e amministrativo portato a un soggetto che ha deciso di morire tramite suicidio.

Differisce dall’eutanasia per il fatto che l’atto finale di togliersi la vita, somministrandosi le sostanze necessarie in modo autonomo e volontario, è compiuto interamente dal soggetto stesso e non da soggetti terzi, che si occupano di assistere la persona per gli altri aspetti: ricovero, preparazione delle sostanze e gestione tecnica/legale post mortem.

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Il tema è oggetto di forte dibattito internazionale, sia per questioni di natura religiosa, sia per questioni di natura etica, in quanto questo  tipo di pratica è considerata in italia illegale, e ci sono molte persone che decidono di applicarla oltre confine. E’ quanto è successo al Caso di Davide Trentini che come suo ultimo desiderio ha espresso di andare a morire in Svizzera.

Sul suicidio assistito di Davide Trentini, il giorno dopo la sua morte Welby e Cappato andarono a Massa per autodenunciarsi ai carabinieri di Massa.

Sia Mina Welby e che Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla procura di Massa  Carrara per il reato di istigazione o aiuto al suicidio, in relazione alla morte di Davide Trentini, il 53enne malato di sclerosi multipla, deceduto il 13 aprile in Svizzera dove era stato accompagnato dalla Welby per ottenere il suicidio assistito.

Questa notizia è stata resa pubblica dal procuratore capo di Massa Aldo Giubilaro spiegando che l’iscrizione è avvenuta a seguito dell’autodenuncia di Welby e Cappato.

«Siamo obbligati a trattare la morte di Davide Trentini come un affare di giustizia; nessuna valutazione religiosa, politica o morale. Nessuna opera innovativa. Abbiamo aperto un fascicolo e procederemo, come vuole la legge, secondo l’articolo 580 del codice penale», ha precisato Giubilaro.

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«Gli indagati sono due – spiega Giubilaro – ma siamo in fase di indagine, ascolteremo altre persone e il numero degli indagati potrebbe aumentare, come diminuire, se non trovassimo riscontri». Nei prossimi giorni potrebbe essere ascoltata proprio la madre di Davide Trentini: fu lei a scrivere la prima email a Marco Cappato per chiedere aiuto per il figlio, che voleva morire il prima possibile, soffrendo pene e dolori atroci. La famiglia Trentini chiese all’associazione di Cappato e Welby anche un supporto economico per far fronte alle spese della clinica Svizzera.

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