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Sanità, varato il nuovo piano di responsabilità del medico e dei professionisti sanitari

E’ in vigore dal  1° aprile la legge n.24/2017, che ridisegna la responsabilità del medico e dei professionisti sanitari e stabilisce un obbligo assicurativo alle strutture sanitarie pubbliche e private sia per i sanitari che esercitano in libera professione e sia per  i sanitari  dipendenti  delle  predette  strutture.

La legge n. 24  potrebbe segnare una svolta storica in una materia come quella della responsabilità sanitaria che da anni si dibatte in una altalena esclusivamente giurisprudenziale, cosa che non aveva portato vantaggi  a nessuno, né  ai pazienti che hanno utilizzato nel tempo  l’azione giudiziaria per il risarcimento dei danni subiti, né ai medici che si sono sentiti  sempre sotto attacco, con il rischio di cadere in un’ansia professionale che spesso li ha condotti  alla cosiddetta “medicina difensiva”, né ai giudici, che sin ad ora  hanno svolto una sorta di supplenza legislativa, in assenza  di una precisa presa di posizione del legislatore in questa materia. Con il nuovo provvedimento cambia la responsabilità civile e penale degli esercenti la professione sanitaria; l’articolo  6 della legge, infatti,  introduce nel codice penale il nuovo art. 590-sexies che disciplina la responsabilità colposa per morte o per lesioni personali in ambito sanitario.

Orbene quale  è  stato l’impatto della legge 24  a tutt’oggi?  Che cosa è cambiato?  Ed ancora: che cosa cambierà,  per  i medici, per gli ospedali e i pazienti?

Allo stato  si può dire solo  che  il controllo del rischio  aiuterà le cure di qualità ;  diminuirà la pressione psicologica sul personale; il danneggiato potrà rivolgersi direttamente all’ospedale; ci sarà una assicurazione obbligatoria per le strutture sanitarie a tutela dei pazienti.

Ma a che punto stiamo con gli obblighi governativi previsti dalla nuova legge?

Il ministro della salute   ha firmato il 2 agosto 2017 il decreto che istituisce l’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza  nella sanità, pubblicato il 10/08/2017. Questo primo decreto andrà a disciplinare l accreditamento delle società scientifiche e delle associazioni tecnico- scientifiche delle professioni sanitarie  che avranno il compito di elaborare  il sistema nazionale delle  linee guida,  che è  una delle parti più importanti dell’applicazione della legge. La Legge 24 del 2017, approvata definitivamente lo scorso marzo 2017, non è ancora del tutto completa: infatti, perché possa  essere applicabile nella sua interezza occorre che siano ratificati i decreti ministeriali e interministeriali previsti dall’impianto normativo, utili a tutelare sia gli esercenti le professioni sanitarie che gli utenti.

Si  è ancora   in attesa di altri cinque  decreti attuativi, alcuni dei quali  sono attesi a breve, mentre per gli ultimi, se ne parlerà  per  fine settembre e ottobre.  Tra istruttorie e decisioni occorreranno almeno 7 mesi ancora;   non si sa, pertanto,    quando saranno disponibili  le varie linee  guida per le strutture sanitarie regionali. Quindi  non  è possibile ora prevedere  quando diventerà   operante   l’intera  legge n. 24/2017,  con il ricorso  alle c.d. regole di condotta che saranno  stabilite  dalle linee guida.

A questo punto sembrano opportune alcune domande: 1) la legge 24 si applica  anche ai processi pendenti?  La risposta è positiva e   ci arriva   dalla Corte di Cassazione  con la recente sentenza n. 16140/2017 che   coglie l’occasione per dettare orientamenti anche per il futuro.  La Corte specifica, infatti,  che per i giudizi pendenti, riguardanti  materia  di responsabilità professionale sanitaria viene in rilievo l’art. 6  della legge  8 /03/2017 n.24, con riferimento  alla Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitari. 2) La legge sarà in grado di realizzare gli obbiettivi  che si era proposto  legislatore? Credo che a questa domanda si possa rispondere che la legge sembra ben strutturata e che vi sono  le condizioni necessarie per una corretta applicazione. La sfida sarà realizzare l’uso appropriato delle risorse strutturali, tecnologiche ed organizzative della sanità (ad esempio  una buona  .gestione degli ospedali), e  la   formazione professionale  non solo dei medici ma di tutto il personale sanitario in genere e del  personale tecnico quali ingegneri, analisti e sistemisti.

 

                                               a cura dell’avv. Antonio Battista

Annabella cartomante