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Renzi al Lingotto: “Hanno provato a distruggere il Pd, ma qui c’è il popolo”

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Sono cinquemila le presenze al Lingotto per la convention renziana. “Un botto di gente straordinaria. Grazie a tutti voi”, ha commentato Matteo Renzi dal palco.

“L’elemento chiave e’ che qui c’e’ un popolo. Non un insieme di dirigenti che cercano di cambiare l’Italia. Un popolo che si e’ mischiato. Ha dei valori e non si lascia distruggere da nessuno. Nelle scorse settimane oggettivamente qualcuno ha cercato di distruggere il Pd. E lo ha fatto perche’ c’era una oggettiva debolezza della leadership. Ma non si sono resi conto che c’e’ una forza e una solidita’ che e’ indipendente dalla leadership. Quella del popolo del Pd”, ha detto Renzi nel suo discorso.

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“La prima alleanza che noi dobbiamo fare e’ con milioni di cittadini”, ha spiegato Renzi. E ha aggiunto: “Non e’ possibile replicare modelli del passato se prima non siamo chiari su cosa vogliamo fare. Una cosa e’ chiara: non possiamo fare alleanze con chi non accetta il principio di legalita’ in questo paese“. Renzi cita il caso Napoli: “Nessuna alleanza quando un sindaco si siede dalla parte di chi cerca di sfasciare una delle citta’ piu’ belle di questo paese, mentre un parlamentare chiede di parlare, anche se dice cose che non stanno ne’ in cielo ne’ in terra, proprio perche’ si chiama Matteo Salvini che vogliamo sconfiggere alle elezioni”. #dire

“Questo e’ un partito che ha bisogno di piu’ leader, non di meno leader. Un partito privo di leadership e’ un’idea sbagliata. Al gruppo dei 40enni che con me ha fatto questa avventura dico ‘mettevi in campo di piu’ e meglio’. La scelta di Maurizio non e’ coreografica. Tirate fuori il vostro orgoglio e la vostra grinta”, è l’invito di Renzi.

RENZI INAUGURA FASE DEL NOI, BIG E VOLONTARI TUTTI SUL PALCO

Il “noi” al posto dell’Io, trait d’union dell’edizione 2017 del Lingotto, si materializza al termine della tre giorni sul palco della convention torinese. Matteo Renzi conclude evocando il valore del collettivo, nella parte finale del discorso, ritmato dalle parole chiave ‘noi che’.

“Curiosi e tenaci- dice Renzi- dobbiamo riscoprire il ‘noi’, noi che siamo un popolo e non un ammasso di persone. Noi che non ci scindiamo perche’ si puo’ perdere ma non possiamo perderci. Non c’e’ parola piu’ bella di comunita’. Mettiamoci al lavoro insieme”, conclude chiamando sul palco tra gli altri Paolo Gentiloni, Maurizio Martina, Tommaso Nannicini, Teresa Bellanova, Graziano Delrio insieme a tanti militanti e volontari della kermesse. A differenza della prima versione del Lingotto e della Leopolda, questa volta il palco della kermesse renziana si popola. Mentre sullo sfondo scorrono le immagini digitali di giovani in partenza con il trolley, simbolo del Lingotto 2017, Renzi lascia la prima fila ai compagni di partito.