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Referendum, quanto vale il tuo voto? Se non cambi tu non cambierai il tuo paese.

I tempi cambiano, i pensieri cambiano, i valori stessi mutano nel corso degli anni. L’evoluzione, il progresso, il benessere, tutte condizioni che inesorabilmente hanno radicalmente cambiato il nostro modo di essere, di vivere, di rapportarci con il mondo. Il problema è sempre lo stesso, e continuerà ad esserlo fin quando il genere umano avrà memoria di esistere, dimentichiamo, e purtroppo lo facciamo troppo rapidamente!

Oggi diamo per scontato tutto, che sia una legge, un diritto acquisito, una nuova tecnologia, la pace! Ma vi siete mai chiesti cosa si è realmente fatto per arrivare ad avere questi “privilegi”? Vi siete mai chiesti, e vale soprattutto per i giovani nati nell’era di Whatsapp, come mai oggi possono essere cosi social? Probabilmente no. Magari loro, intendo i giovanissimi, sono giustificabili, diversamente sono ingiustificabili gli adulti, quelli che la storia dovrebbero conoscerla, per il semplice quanto fondamentale valore di non commettere più lo stesso errore.

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Il voto, la storia, il cambiamento

Il voto ad esempio, oggi tutti lo diamo per scontato, ma quanti sanno realmente l’importanza che può avere una banale crocetta su di un foglio pieno di scritte più o meno comprensibili? Le lotte, le battaglie, le morti che ci sono state per acquisire un diritto cosi nobile. Il diritto al voto ha sancito la parità di classe, il contadino aveva lo stesso potere decisionale del ricco nobile, la donna (elevata al voto nel 45) aveva gli stessi diritti dell’uomo che, soprattutto in quegli anni era considerata razza superiore, anche e purtroppo in italia.

Dunque, oggi che valore diamo al voto? Siamo legati ai partiti politici, al politico di turno, alla simpatia, all’odio, al populismo, al qualunquismo, alla televisione, il nostro voto rappresenta davvero la nostra conoscenza? Votare, una volta significava contribuire al cambiamento, essere consapevoli della propria scelta, poco importava se giusta o sbagliata, quello che contava era aver fatto la propria scelta, aver dato il giusto valore ad un proprio diritto.

Ma oggi? Oggi non facciamo altro che affidarci alle parole del politico di turno, l’idealismo è svanito, la voglia di documentarsi è scomparsa. Mi piace Renzi, mi piace Grillo, mi piace Berlusconi. Ti piacciono per cosa? Per le parole che senti in televisione o leggi sui giornali? Hai mai realmente provato ad informarti? Ogni singola parola ha un suo riscontro, oggi documentarsi è facile, farsi una propria idea è diventato estremamente semplice. Puoi accedere agli archivi storici, ai documenti, è possibile realmente farsi una propria idea ed essere orgogliosi di decidere da soli.

Il declino dell’Italia è purtroppo gran parte colpa degli stessi Italiani, radicati nei condizionamenti che i loro amati politici gli hanno inculcato. La passione politica oggi è cosa per pochi, l’attivismo è praticamente svanito, oggi la politica la si fa dal divano di casa mentre in televisione l’idealismo di un tempo lascia il posto a spregevoli liti tra i vari schieramenti. I partiti oggi sono diventati come la squadra del cuore, “non sbagliano mai, hanno sempre ragione e guai a chi lo tocca”, sono rari quegli uomini e quelle donne che per coscienza morale o per fatti estremamente evidenti rinnegano alcuni comportamenti, ma sono troppi quelli che ad ogni votazione si affidano solo ed esclusivamente alle parole del proprio Guru. Con la nascita del movimento 5 stelle, molti hanno accusato Grillo di essere un condizionatore, di essere appunto il padrone del M5S, ma obbiettivamente, magari con modi più garbati, tutti gli altri leader, nessuno escluso, sono i guru dei propri partiti. Non dimentichiamo l’amore incondizionato che per 20 anni ha legato Silvio Berlusconi ai suoi elettori, non dimentichiamo neppure il radicalismo creato tra Umberto Bossi e i suoi “Padani”, non dimentichiamo neppure il recente Matteo Renzi e le sue Leopolde americanizzate in stile concerti rock.

Il 4 dicembre vota informato

Il 4 dicembre ci sarà il referendum costituzionale, solo la parola costituzione dovrebbe regalarci un brivido. Abbiamo la possibilità di decidere sulle fondamenta della nostra nazione, un evento straordinario, una condizione che dovrebbe renderci tutti orgogliosi. Poco importa che vinca il No o vinca il Si, la politica è fatta per creare un dualismo, ed è normale trovarsi in un turbinio di ragioni più o meno valide. Quello che conta è che il vostro, il nostro, dovrà essere un voto LIBERO. Dovrà essere un voto leale, un voto studiato, un voto informato, un voto non condizionato dal politico o dall’esperto di turno, per una volta non dobbiamo temere di andare contro il nostro guru, per una volta dobbiamo votare con la nostra testa, solo cosi, possiamo realmente riprenderci la nostra nazione, solo con un voto informato possiamo raccontare ai nostri nipoti di aver fatto la cosa giusta per noi, per lui e per un futuro con meno ideologie e più informazione.

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