Home Cronaca Quando i bulli ti “costringono” a scomparire

Quando i bulli ti “costringono” a scomparire

Ormai da tre settimane non si hanno più notizie di Luigi Celentano, 18 enne di Meta di Sorrento

Sono trascorse tre settimane, da quando Luigi Celentano ha fatto perdere le sue tracce. A mezzanotte del 12 febbraio il giovane esce dalla propria abitazione per recarsi a casa di uno zio a Vico Equense, a 6 km di distanza. Lo zio non fa in tempo a trattenerlo lì che scappa e da quel momento in poi non si ha nessuna notizia di lui, eccetto un messaggio, rappresentato da due cuori spezzati, inviato due giorni dopo alla madre su Whatsapp.

La nota trasmissione “Chi l’ha visto?” ha dedicato ampio spazio alla vicenda nell’ultima puntata serale. In tale occasione è emerso dai racconti materni che Luigi era continuamente preso di mira da alcuni coetanei per oltre tre anni. Le vessazioni subite sono state di diversi tipi, dall’esser spogliato nudo, dall’esser deriso per il look e l’aspetto fisico come per il suo sogno di diventare modello, addirittura all’esser denominato come femminiello. La madre è stata sempre la sua confidente privilegiata, a cui rivelava di voler cambiare il proprio aspetto fisico oppure rifarsi chirurgicamente pur di non essere più insultato per strada. Comunque il 18enne ha reagito davanti a tutto ciò con una denuncia ai Carabinieri. Sfortunatamente la situazione non è migliorata, anzi è stato addirittura minacciato di morte, allo scopo di fargli ritirare la denuncia.

Neanche in famiglia il giovane viveva in maniera serena. Infatti i suoi genitori hanno divorziato quando lui era piccolo, in più il nuovo compagno non lo ha mai accettato del tutto, tanto è vero che numerosi erano i contrasti in cui Luigi rinfacciava al patrigno come lui non fosse il suo padre naturale, al momento di un rimprovero.

Di conseguenza, il neomaggiorenne trascorreva gran parte del suo tempo libero su cellulare e pc a chattare con amici virtuali, da cui si sentiva immediatamente accettato, come ha svelato la madre durante l’intervista.

Questa vicenda, purtroppo, ricorda ancora una volta a tutti noi come il bullismo che l’omofobia vera o presunta rappresentano ancora una volta delle piaghe cruciali ancora irrisolte all’interno della gioventù italiana. Questo stato di cose è presente, poiché molto spesso i carnefici e gli ambienti a loro circostanti non sono assolutamente consci di quanto determinate loro azioni possano danneggiare le loro vittime in maniera permanente.

Dunque, l’unica cosa da fare al momento è aspettare gli sviluppi dell’indagine, sperando che Luigi ritorni a casa felice e contento.

 A cura di Francesco Stabile

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