Home Attualità Populismo e robotica, le due minacce della democrazia liberale

Populismo e robotica, le due minacce della democrazia liberale

Ci sono due fattori che minacciano seriamente le democrazie liberali: il populismo e la robotica in Europa e nel mondo. Lo scorso anno, tutt’altro che avaro di sorprese, ha visto vincere la Brexit  al referendum, risultato che prima o poi significhera’ drastica riduzione dei rapporti commerciali con il resto d’Europa ed il conseguente raffreddamento dei rapporti sociali con essa. L’elezione di Trump in America, pure scaturita da libere elezioni, ha significato la volonta’ del popolo di affidarsi all’uomo forte; i risultati e le implicazioni che deriveranno alla pace  e al benessere sociale dell’America lo riveleranno i prossimi eventi scaturenti dalle mosse politiche di Donald il magnate.

I prossimi mesi saranno cruciali per i destini dell’Europa unita. Se le elezioni francesi in primavera decreteranno il successo della destra di Marine Le Pen, unitamente all’affermazione di Orban in Ungheria, la possibile svolta a destra dell’Olanda ed il rischio di una mancata  riconferma della Merkel nelle elezioni autunnali in Germania, tali fattori farebbero sgretolare il sogno europeo, gia’ minato dalla Brexit. Anche in Italia la situazione politica e’ incerta, la scissione del partito Democratico potrebbe avvantaggiare le forze alternative quali Cinquestelle e la Lega di Salvini che del populismo fa largo uso. Con tutte le incognite paventate quali uscite dall’Eurogruppo e dalla moneta unica.

Nel mondo, il populista che per ora ha incassato i maggiori favori del voto popolare e’Donald Trump; saranno i prossimi mesi a dirci se le idee proposte abbiano un fondamento di fattibilita’ ed a quale prezzo per il popolo americano. Protestare e demolire e’ facile, costruire rispettando le regole del vivere civile un po’ piu’ difficile. Piu’ si gioca duro piu’ si ottengono risultati, e’ il credo di Trump, ma cosi’facendo si comprime lo spazio di liberta’ degli individui. Un leader dall’autorita’ collaudatae’Putin: nella sua Russia si muove deciso, lo si puo’ definire un “democratore”, un capo che si arroga gran parte del potere, senza ammettere troppe ingerenze.

E va dritto per la sua strada, che lo porta, e’ uno dei suoi progetti, a mortificare l’Ucraina ai fini dell’ annessione. Nello stesso tempo e’ anche un abile tessitore di accordi commerciali, ne ha progettati diversi con l’amico Trump, tra i due e‘ sorto un immediato feeling, probabilmente per la comunanza di vedute, ad esempio su nazionalismo e protezionismo commerciale.

L’altra minaccia alla democrazia liberale deriva dalla robotica, che e’ quella tecnologia avanzante che porta a meccanizzare sempre piu’ i processi lavorativi. Cio’comportera’ la trasformazione dei lavoripiu’ tradizionali, con una semplificazione delle procedure e nello stesso tempo un aumento dei volumi di produzione, ma nello stesso tempo contribuira’a ridurre drasticamente la manodopera e quindi il numero di addetti.

La robotica gia’da un pezzo viene utilizzata nei processi industriali, ove ha agevolato i lavori pesanti e ripetitivi; grazie all’affinamento della tecnica essa si adotta anche per coadiuvare gli anziani con le funzioni di badante o per le faccende domestiche (domotica). Ci sono poi i robot di telepresenza medica che permettono allo specialista di visitare un paziente a distanza. Ed i robot educativi che consentono ai bambini di imparare le basi della programmazione, imparare a usare la logica e a risolvere problemi di difficolta’ crescente, che si usa definire pensiero computazionale. I robot aiuteranno inoltre i bambini con problemi autistici  con problemi cognitivi.

 

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