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Policastro, Istituto Comprensivo Santa Marina, la dirigente Maria De Biase: “I docenti a Scuola d’Inclusione, formarsi per accogliere le diversità”

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Dalle piccole realtà periferiche nascono grandi progetti” ed è questo un leitmotiv comune a circa 40 docenti dell’istituto Comprensivo Santa Marina di Policastro, che in questi giorni si stanno formando con esperti psicologi-psicoterapeuti e assistenti sociali sulle tematiche dell’inclusione a scuola, un modello formativo di auto apprendimento per i docenti fiore all’occhiello dell’Istituto.

Il progetto formativo “Promuovere il successo scolastico e l’inclusione sociale”, nasce dalla sensibilità e dal volere della dirigente scolastica Maria De Biase.

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La scuola – afferma la ds De Biase –  sempre più si confronta con le differenze e i nuovi bisogni delle famiglie, non basta solo una didattica innovativa ed educativa, ma bisogna essere sempre più ambiziosi e puntare a una didattica inclusiva, da qui l’idea di formare docenti  sui nuovi bisogni speciali, il nostro istituto ha messo a disposizione la logistica mentre i docenti hanno scelto di cooperare e formarsi insieme su un tema così delicata e attuale – dichiara De Biase.

È proprio l’ inclusione è stato il tema principale del corso formativo di Policastro a cura degli esperti intervenuti sulla formazione per i docenti.  Il corso dal titolo ” Promuovere il successo scolastico e l’ inclusione sociale ” ha visto la presenza di ben 44  insegnanti che hanno scelto un percorso formativo per incoraggiare il successo didattico e l’inclusione dei propri allievi, conoscersi per conoscere meglio.

I docenti esperti  nel settore infanzia e adolescenza,  le psicoterapeute Concetta Iozzi, Mariapia Colella e l’assistente sociale Carmela Grimaldi hanno organizzato un pratico modulo didattico sulle diverse problematiche di classe e sul come affrontare le criticità.

Diversi sono stati i temi affrontati  durante le lezioni , la referente del progetto Anna Grumo ha affermato  – “Questo progetto formativo ci  sta aiutando ad approfondire i  diversi bisogni inespressi dei ragazzi, al fine di aiutarli sempre più all’apprendimento attivo, partendo dal metodo alla didattica condivisa, incentivando quelle capacità residue dell’allievo, tenendo sempre presente la scuola come  luogo che trova nell’ educazione lo sviluppo e la maturazione dei ragazzi”.

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