Home Economia & Lavoro Pensioni: Opzione Donna, quota 100, lavoratori precoci: tante sigle ma quale futuro?

Pensioni: Opzione Donna, quota 100, lavoratori precoci: tante sigle ma quale futuro?

Quale futuro per i più giovani: le paure di chi forse mai vedrà la Pensione.

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Non esiste nessun paese al mondo dove il tema delle Pensioni è materia di discussione quotidiana, come lo è in Italia. Nei paesi normali infatti, il sistema pensionistico funziona in maniera adeguata, e segue i percorsi naturali di un lavoratore che per anni ha dato parte della sua vita per contribuire alla crescita del suo stesso paese. Dunque si studia, si entra nel mondo del lavoro, scegliendo la propria inclinazione, e già si è consapevoli 40 anni prima di quale futuro pensionistico gli spetta.

Pensioni: in Italia nessuna certezza

Non funziona così in Italia, dove la Pensione è diventata una lotteria. Non è un semplice modo di dire, sta diventando così complicato accedere al proprio Welfare che ci sono più probabilità di centrare un ambo sulla ruota di Bari! Una situazione paradossale che anno dopo anno, Governo di destra, di centro o di sinistra, hanno contribuito a peggiorare. Oggi i lavoratori poco informati, o comunque giustamente arrabbiati, tendono a dare le colpe alla Legge Fornero, che, per quanto sia stata una scelta scellerata del Governo Monti, è solo il capro espiatorio, la punta di un iceberg, di trentanni di pessima Politica pensionistica.

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Viviamo in un Italia dove tanto è concesso a pochi, e dove poco è concesso a tanti. I pochi sono i soliti istituti bancari, sempre pronti a farsi salvare con miliardi di euro dallo Stato. O peggio ancora sono i più classici pensionati d’oro, quelli che in un mese guadagnano venti volte la tua pensione. Per non parlare dei privilegiati che arrivano dalla politica o dalle alte cariche manageriali. I tanti, volgarmente napoletanizzati nei “fessi”, sono la massa enorme di lavoratori italiani ai quali viene continuamente fatto pagare un prezzo troppo alto, un prezzo che non meritano.

Diseguaglianze sociali, dalla pensione minima alle pensioni d’oro.

L’Italia è un paese fondato sulle diseguaglianze sociali, dove bisogna avere la fortuna di nascere nella giusta epoca o ancor meglio nella giusta famiglia. Sembra un paradosso Dantesco, ma basta girare le Università Italiane per rendersi conto dello sconforto che accarezza il volto di brillanti studenti prossimi alla Laurea, giovani di 23-24 anni consapevoli di non avere un futuro certo. Di non sapere quando potranno andare in pensione, se mai ci andranno! A quale categoria saranno assegnati. Sono solo consapevoli di essere delle vacche da mungere fino a quando potranno essere delle risorse per il paese.

Ehi si, perchè non bisogna mai dimenticare che l’Italia non è dei pochi, ma dei tanti. Studenti, lavoratori, professionisti, un tessuto sociale che dal dopo guerra ad oggi ha contribuito alla crescita del paese, ed oggi, nel 2018, vengono ripagati con la totale incertezza sul proprio futuro.

Delle Pensioni oggi conosciamo praticamente tutto, o meglio conosciamo tutte le terminologie usate di continuo. APE, Opzione Donna, Lavoratori precoci, Quota 41, Quota 100. A breve avremo più tipologie di pensioni che pensionati. La classica minestra all’Italiana, dove viene messo tutto nel pentolone, per poi arrancare nel provare a trovare una soluzione. Di doman non v’è certezza come raccontava Lorenzo de’ Medici, delle Pensioni v’è certezza per pochi!