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Pagati soldi in più sulla tassa per i rifiuti: ecco tutta la verità

Ad accorgersene è stato un deputato pentastellato con un’interrogazione al Mef

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Qualche giorno fa a Montecitorio il Ministero dell’Economia ha presentato la propria risposta a un’interrogazione parlamentare presentata lo scorso marzo dal deputato grillino Giuseppe L’ Abbate. Il parlamentare aveva sospettato che il calcolo del versamento per la tassa sui rifiuti non fosse corretto, grazie anche all’aiuto del suo commercialista; da questo sentore era poi arrivata l’interpellanza al Ministero dell’Economia.

La risposta alla domanda si è rivelata sorprendente: il sottosegretario al Mef Pier Paolo Barretta ha infatti spiegato che alcuni Comuni avevano calcolato in modo errato la quota variabile. In teoria la Tari è composta da una quota fissa, rappresentata dai metri quadrati dell’abitazione, così di una quota variabile, legata al numero di membri all’interno del nucleo familiare. Invece alcuni municipi svolgevano i calcoli per la parte variabile sia sull’abitazione che su ogni singola pertinenza, mentre la legge afferma che il calcolo su tale quota deve essere eseguito una sola volta, includendo sia la casa che le sue pertinenze.

Secondo Il Sole 24 Ore, questo fenomeno avrebbe una diffusione del 10% circa del territorio italiano, inclusi grandi capoluoghi di regione come Milano, Napoli, Catanzaro e Genova.

A questo punto ci si chiede se si sono versati contributi non dovuti e se ciò è avvenuto, come recuperarli. E’ possibile controllare il versamento di contributi eccedenti guardando i vecchi avvisi di pagamento da soli, o magari con il supporto di un Caf o di un commercialista. Per capirlo ancora meglio, è importante badare alle istruzioni per il pagamento come al dettaglio sulle somme, voci presente nell’avviso.

Per essere rimborsati poi, in teoria si può presentare un ricorso individuale in comune, pratica decisamente sconsigliata in grandi municipi, ai quali potrebbero arrivarne a migliaia nelle prossime settimane. È preferibile dunque aspettare indicazioni centralizzate dal proprio municipio o dall’Agenzia delle Entrate, con la creazione di pratiche ad hoc. In caso di risposta negativa dal Comune, non resterebbe che rivolgersi in Commissione Tributaria, con tutti i relativi costi conseguenti all’iter. In ogni caso il Mef ha annunciato l’arrivo a breve di un documento in cui saranno chiarite le corrette modalità di applicazione del tributo.