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Lombardia e Veneto, il 22 ottobre il referendum sull’autonomia

Autonomia Regionale e poteri speciali, stabilita la data del 22 ottobre. Lombardia e Veneto a referendum consultivi per l’autonomia regionale, che hanno l’obiettivo di costringere il Governo a concedere più materie di competenza esclusiva. A partire da quella fiscale.

Maggiori poteri e autonomia decisionale, è questo quanto richiedono le due regioni allo Stato centrale.  I governatori leghisti Roberto Maroni e Luca Zaia hanno trovato l’accordo per votare in contemporanea (in Lombardia con scrutinio elettronico, i tablet saranno lasciati poi alle scuole) e mandare un messaggio politico forte. Che ha anche il vantaggio di tenere compatto il loro partito, compresi gli eterni duellanti: Matteo Salvini e Umberto Bossi. “Il 22 ottobre 2017 insieme il popolo veneto e quello lombardo scriveranno una pagina di storia”, è la convinzione di Zaia, punto di riferimento di una terra storicamente a vocazione addirittura indipendentista.

Secondo Maroni, il risultato è a portata di mano, il voto favorevole all’autonomia può essere trasversale. Non solo perché i referendum sono stati sostenuti anche dai 5 Stelle. “Credo – ha sostenuto il presidente della Lombardia – che nessun lombardo possa votare No a un referendum che dice: vuoi che una parte rilevante dei 53 miliardi di tasse lombarde rimangano qui, per aiutare chi ha bisogno, per realizzare gli ospedali, per abolire il bollo auto? Quale cittadino lombardo di buonsenso può dire di no?”.

Maroni e Zaia alleati. Verso Regioni autonome, i leghisti hanno recepito la data del 22 ottobre, come una svolta storica. “Era ora – ha commentato il fondatore di questo movimento politico, Umberto Bossi -. I referendum sono la conseguenza di una lunga lotta contro il centralismo. Non si poteva più aspettare. Cambierà che tratterremo con Roma”.

Nessuna polemica, su questo, con l’attuale segretario, che però rivendica il successo. “Finalmente – ha dichiarato Salvini -, dopo 30 anni con il referendum ci sarà la possibilità per 15 milioni di lombardi e veneti di esprimersi per chiedere libertà, autonomia, soldi, possibilità di scegliere. Questo avviene in un momento in cui, non a caso, c’è una Lega molto forte. C’è chi chiacchiera e c’è chi fa”.