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L’assistente sociale può influenzare le politiche sociali?

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L’assistente sociale può influenzare le politiche sociali? Il servizio sociale fa parte del sistema politico sociale è soggetto ai cambiamenti delle politiche sociali, ai fondi e ai vari contributi della rete territoriale secondo il principio di sussidiarietà, eppure l’operatore sociale può indirizzare le politiche sociali avendo il polso della situazione e dei vari disagi sociali che può monitorare costantemente.

Nel testo: “Gli operatori possono influenzare le politiche sociali?” Di un’autrice britannica che s’interroga sulla possibilità che gli operatori assumano una posizione “proattiva”, cioè non solo propositiva, ma capace di assumere iniziative per facilitare il verificarsi di un accadimento possibile, quale può essere l’interesse e l’attenzione degli organi decisionali dell’ente verso un fenomeno emergente, un problema da affrontare, un cambiamento da apportare, una prestazione da attivare.

Gli operatori sociali, e gli assistenti sociali in particolare, corrono costantemente il rischio di rompere l’equilibrio fra la dimensione tecnica e quella politica del ruolo, di perdere “ la capacità di innovare e rinnovare la propria modalità d’intervento”, o di riflettere in un’ottica strategica sui futuri percorso di sviluppo.

Questo rischio è già concreto nella realtà britannica, dove le modificazioni introdotte dalle misure neoliberiste hanno spinto la componente burocratizzata e finanziaria della managerialità, tanto che molti autori invitano ad una riflessione che permetta di ricostruire il senso della “mission” emancipatoria e promozionale, da sempre propria del lavoro sociale

Il compito dell’assistente sociale in funzione proattiva

Il compito di elaborare proposte – in conformità a dati rilevati, elaborati ed interpretati, dati provenienti dal lavoro con l’utenza, con le risorse, con i soggetti e le agenzie sociali – da sottoporre ai livelli politici – decisionali del proprio ente, è largamente attribuito al Servizio sociale da una vasta pubblicistica italiana e straniere.

In quest’ambito, non dobbiamo dimenticare che, oltre ad intervenire direttamente, gli operatori possono promuovere l’azione dei cittadini e la partecipazione degli utenti, incrementando la consapevolezza di questi nei confronti delle esigenze comunitarie e le loro competenze ad interagire con gli organi politici: compiti e funzioni che hanno caratterizzato il servizio sociale di comunità degli anni cinquanta- sessanta, ad es. negli enti di edilizia popolare. Ecco, il cerchio si chiude per rinforzare lo statuto del lavoro sociale che deve affrontare un continuo processo d’innovazione, senza perdere il contatto con le sue radici identitarie.