Home Politica L’Alde rifiuta il M5S. Sei domande a Beppe Grillo.

L’Alde rifiuta il M5S. Sei domande a Beppe Grillo.

Accordo saltato tra Movimento 5 Stelle ed Alde. Nel primo pomeriggio di ieri sembrava cosa fatta, ma a quanto appreso ieri sera da un comunicato stampa ufficiale, i parlamentari europei grillini non saranno nel gruppo guidato dal Presidente Guy Verhofstadt.

La maggioranza degli iscritti al Blog di Beppe Grillo, chiamati in causa per ratificare o eventualmente respingere l’accordo preso tra le due parti, si era espressa a favore del matrimonio tra i pentastellati e i liberali europeisti. Il passo indietro sembra sia maturato in seguito alle pressioni degli altri partiti europei iscritti all’Alde.

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Posizioni troppo diverse, questa la causa principale del mancato accordo. In verità più che di mancato accordo si potrebbe parlare di un vero e proprio passo indietro da parte del Presidente Verhofstad. Un passo indietro che ha colto di sorpresa sia i parlamentari europei grillini che lo stesso leader pentastellato. Proprio a Beppe Grillo, ideatore e fondatore di un movimento politico che sta raccogliendo in questi anni milioni di voti, sarebbe il caso di porre alcuni interrogativi.

Perché il 14 Novembre del 2014, pochi mesi dopo l’ingresso del M5s Europa, nel gruppo euroscettico EFDD, il Movimento 5 Stelle presentava in Cassazione una proposta di testo di legge di iniziativa popolare, cominciando altresì a raccogliere firme in tutto il Paese, per avviare la procedura referendaria relativamente all’Euro, salvo poi cercare l’ingresso in un gruppo, l’Alde appunto, notoriamente europeista e a favore del rafforzamento della moneta unica?

Perché chiedere l’ingresso in un gruppo europeo estremante favorevole al TTIP, il trattato commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti d’America, tanto per essere chiari, quando il Movimento stesso in ogni sede e circostanza si e’ sempre espresso fortemente contrario a tale accordo?

Perché chiedere l’ingresso formale e sostanziale nel gruppo Alde, fortemente contrario alla Brexit, quando il M5s ha espresso parere favorevole in merito all’esito del Referendum britannico che ha avviato le procedure di abbandono dall’Unione Europea da parte della Gran Bretagna?

Il gruppo Alde e’ un grande sostenitore del patto di stabilità e, come scritto nello stesso manifesto programmatico del gruppo, sostiene chiaramente che tutti gli investimenti fatti in tempi di crisi debbano in ogni caso rientrare nella soglia del 3%. Se il M5s Europa ha chiaramente espresso la sua contrarietà al rientro nella soglia del 3% per gli investimenti fatti in tempi di crisi, perché si e’ messo in secondo piano anche questo importante aspetto per rientrare nel gruppo Alde?

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Perché, se il programma proposto dal gruppo Alde, in vista delle ultime Elezioni Europee del 2014, si basa sul rafforzamento dell’Europa e delle sue istituzioni politiche e monetarie, rafforzando consequenzialmente la governance in modo da rendere anche più forte e competitivo lo stesso Euro, il M5s da sempre contrario sia alla BCE che alla governarce europea, ne ha chiesto l’annessione?

Non sarebbe, anche considerando i dati delle votazioni al Parlamento Europeo, considerare l’ipotesi di eventuale adesione al gruppo GUE, più conforme per certi aspetti alla visioni di politica economica europea?

Sarebbe troppo riduttivo pensare che qualche centinaia di migliaia di Euro di finanziamenti proveniente dall’eventuale annessione del M5s all’Alde, siano potuti bastare per chiudere gli occhi su temi cosi importanti, sui usali vi e’ sostanziale scollamento e distanza tra le posizioni dei due gruppi politici. Non vogliamo pensarlo, non fosse altro perché, per come si e’ presentato agli italiani, il Movimento 5 Stelle non avrebbe più alcuna ragione di esistere.

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